1 marzo 2008. - Per gli economisti non ci sono dubbi: siamo tornati agli anni Settanta. Cioè quando il grande nemico era la stagflazione, un periodo di crescita economica molto bassa (e difatti nel 2007 il Pil italiano si è ridotto a uno striminzito 1,5%), associata tuttavia a un deciso aumento dei prezzi. Ad agitare la spirale inflazionistica è soprattutto il petrolio, anche se non siamo in presenza di shock petroliferi come trent’anni fa. Il greggio ieri ha toccato un nuovo record: 103 dollari al barile, salvo ripiegare nel finale di seduta poco sotto i 102 dollari.
In America Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve ha, poi, fornito indicazioni ben poco rassicuranti sullo stato dell’economia a stelle e strisce, tant’è che gli operatori si aspettano ormai che il prossimo 18 marzo la Fed taglierà i tassi d’interesse di 75 punti, portandoli così al 2,25%. La Bce ha, invece, le mani legate sui tassi, colpa del continuo apprezzamento dell’euro, che ieri ha aggiornato il record contro il dollaro a 1,523 e punta verso quota 1,55. Che siamo a un passo dalla recessione appare ancora più evidente se si considera che l’oro, tradizionale bene rifugio degli investitori, ha toccato il primato dei 978,5 dollari l’oncia.
Di fronte a questo quadro a tinte fosche è inevitabile che anche per le Borse non ci sia pace. Certo una bella mazzata è arrivata dall’allarme di Bernanke, che ha prospettato il fallimento di altre banche. E a rincarare la dose ci ha pensato l’istituto svizzero Ubs che prevede altri 600 miliardi di dollari di svalutazioni da parte delle società finanziarie per i mutui subprime americani. Dalle parole ai fatti: ieri il colosso assicurativo Aig ha annunciato svalutazioni per 11,1 miliardi di dollari e una perdita nel quarto trimestre di 5,3 miliardi. Il risultato? Il titolo è arrivato a perdere fino al 6%, trascinando al ribasso la Borsa di New York: il Dow Jones ha chiuso la seduta in ribasso del 2,51% mentre il Nasdaq ha perso il 2,58%. E sulla scia del tracollo di Wall Street le Borse europee hanno bruciato circa 100 miliardi di euro. L’indice di riferimento, l’Eurostoxx 600, ha ceduto l’1,36% intorno ai minimi dell’ultimo anno. A Piazza Affari il Mibtel ha accusato un calo dell’1,34% e l’S&p/Mib dell’1,45%. Le vendite hanno colpito soprattutto Autogrill, l’azienda molto esposta negli Usa, ha subito anche il contraccolpo della debolezza del dollaro. E nel resto d’Europa la peggiore è stata Francoforte (-1,67%) seguita a ruota da Parigi (-1,53%) e Londra (-1,36%).
(La Stampa.it)
