Italia, è boom immigrazione
Secondo la Caritas nel 2006 gli stranieri residenti nella Penisola
hanno toccato quota 3,7 milioni

1 novembre 2007. - Nel 2006 rispetto all’anno precedente è aumentato di circa 650.000 unità il numero di immigrati regolari residenti o soggiornanti in Italia: dai 3,035 milioni del 2005 si è infatti passati agli attuali 3,69 milioni e l’incidenza sulla popolazione è del 6,2%. Secondo l’ultimo rapporto Caritas sull’immigrazione, presentato oggi a Roma, l’Italia si colloca, con la Spagna, subito dopo la Germania tra i più grandi paesi di immigrazione dell`Unione Europea e, per quanto riguarda l`incremento annuale, i due paesi mediterranei non hanno uguali in Europa, superando in proporzione gli stessi Stati Uniti (i quali, con una popolazione cinque volte superiore a quella italiana, registrano l`ingresso di un milione di nuovi immigrati all`anno).

 

Gli immigrati aumentano del 21,6 % rispetto al 2005

Le persone coinvolte nelle quote annuali (più del doppio rispetto alle 250.000 dell`anno precedente), unitamente alle altre venute in Italia, specialmente per ricongiungimento familiare, hanno portato la popolazione immigrata ad aumentare di un sesto (più di mezzo milione di unità) alla fine del 2006. Nel 2006, infatti, allo sforzo di raddoppiare le quote annuali di lavoratori provenienti dall`estero hanno fatto seguito domande di assunzione tre volte più ampie: le 540 mila domande di assunzione presentate hanno reso necessaria l`emanazione di un secondo decreto flussi, che ha disposto ulteriori 350.000 ingressi.

 

Il settore più gettonato è l'assistenza alle famiglie

Secondo le analisi effettuate dalla Caritas dalle domande emerge una netta prevalenza del settore dell'assistenza alle famiglie (quasi il 49% delle domande) e, seppure distaccato, di quello edile (quasi il 18%), una ridotta incidenza delle richieste di personale ad elevata professionalità (appena 1.200 domande per dirigenti e simili) e infine un’alta concentrazione delle domande in determinate province. In particolare in quelle di Roma (oltre 50.000), Milano (oltre 37.000), Torino e Brescia (intorno alle 20.000), Bologna (quasi 15.000) e Verona, Padova, Venezia, Napoli e Treviso con poco più di 10.000 ciascuna.

 

Dalla Romania 130.000 domande

Per quanto riguarda i paesi di origine di questi lavoratori, al primo posto della graduatoria troviamo la Romania (oltre 130.000 domande), seguita a grande distanza da Marocco (50.000 domande), Ucraina e Moldavia (35.000 domande ciascuno), Albania (30.000), Cina (27.000) e Bangladesh con 20.000 domande.

 

(La Stampa.it)