3
marzo 2009. -
Da Sharm el Sheik, dove aveva partecipato al vertice per Gaza, Berlusconi
nel pomeriggio di ieri è volato a Sirte, in Libia, per incontrare il leader
Gheddafi e celebrare lo scambio delle ratifiche del trattato di amicizia tra
i due paesi: 5 miliardi di dollari da Roma a Tripoli per chiudere con il
passato coloniale. Il pagamento verrà ultimato nel 2028. Così si è chiusa,
davanti al parlamento libico, la pagina nera - come l'ha definito il
colonnello Gheddafi - del passato colonialista. E il premier nel suo
discorso chiede scusa. Dopo anni di tensione, inizia ora una fase importante
di collaborazione politica e economica, come conferma lo scambio di doni
avvenuto sotto la tenda del leader libico: un trittico di Murano da
Berlusconi, due cammelli da Gheddafi. E da ora corsia preferenziale per le
aziende italiane che intendono operare in Libia; via libera all'Eni per la
ricerca di petrolio e gas; saranno imprese italiane a costruire le opere
previste dal trattato e in cambio il colonnello concederà il visto di
rientro agli italiani espulsi nel 1971, dopo il colpo di stato; altro punto
importante del trattato, la lotta all'immigrazione. E infine Berlusconi ha
invitato Gheddafi, che ricopre la carica di presidente dell'unione africana,
al vertice del g8 che si terrà alla Maddalena nel mese di luglio.
(TG5)
