3 settembre 2007. - I capelli grigi o bianchi non sono più sinonimo di “vecchio” e “sorpassato”, dall’America arriva la nuova tendenza che lega al grigio l’idea di coraggio.
Sotto il motto di «grigio è bello» sempre più attori e personaggi pubblici, dal premio Oscar Ellen Mirren al «sale e pepe» George Clooney, hanno scelto un modo alternativo per mostrare il loro essere diversi, sfoggiando con fierezza il grigio “naturale” della chioma che invecchia.
Il “New York Times” sanziona oggi la moda nel suo inserto “Styles”, dedicato a tutto ciò che fa trend. Se ne occupa anche “Time”, pubblicando in anteprima estratti di «Going Gray», il libro di Anne Kreamer, una collaboratrice della rivista “More” e del sito web “Yahoo!” che tre anni fa, a 49 anni, ha smesso di tingere i suoi capelli color mogano e si è abbandonata alla libertà del grigio naturale, più autentico e sexy.
Basta dunque con l’ossessione del parrucchiere, con l’ansia di dover sembrare più giovane e la paura di apparire «da buttar via». Alla base del pensiero della Kreamer c’è un’ analisi introspettiva: colorare i propri capelli equivale a una mancata accettazione di se stessi. In un’America dove più della metà delle donne tra i 13 ed i 69 anni si tinge i capelli, Kreamer afferma che alle donne «è stato fatto il lavaggio del cervello. Non è vero che avere i capelli colorati vuol dire essere più belli».
(La Stampa.it)
