5 novembre 2008. -
Vorrei iniziare questo omaggio al nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack
Obama, ricordando le parole pronunciate da Martin Luther King il giorno
prima di essere assassinato:
Farò quello che Dio vorrà:
se lui mi permetterà di andare in cima alla montagna vi andrò.
Ho visto la terra promessa. È probabile che non la raggiunga,
ma voglio che sappiate stasera che noi, come popolo,
arriveremo alla terra promessa.
Il sogno di Martin Luther King si è trasformato in realtà ieri quando l'America si è tinta di blu annunciando al mondo che gli elettori hanno scelto la speranza ed hanno sconfitto la paura. L'America ha scelto di sognare.
La razza vinta e umiliata oggi ha rotto le catene della schiavitù, ha scelto la libertà ed ha conquistato la Casa Bianca che ospita per la prima volta un Presidente nero.
Oggi è un giorno storico per tutta l'umanità. È tramontato il lungo inverno della sofferenza e dell'ingiustizia e nasce la primavera dei sogni e delle speranze.
Oggi è il giorno in cui il mondo applaude il trionfo di Barack Obama e sogna insieme a lui un mondo migliore per tutti.
Con Obama sogna l'America Latina. Con Obama sogna l'Europa. Con Obama sogna l'Africa il cui sangue porta nelle vene. Sogna l'Asia con la sua voglia di volare verso la conquista del benessere e del progresso senza abbandonare le ali della giustizia, della democrazia e della libertà.
Con Obama sogna il Messico che all'America apre le porte delle sue frontiere per costruire ponti di solidarietà e demolire i muri che separano e dividono.
Con Obama sogna l'America Latina tutta, con la sua fame e la sua sete di giustizia, ma sognano soprattutto gli indios, la razza vinta che un giorno vincerà riconquistando l'antico splendore e la libertà.
Dall'alto di questo sogno, dalla cima conquistata con sangue, sudore e lacrime, si contempla la Terra Promessa che dobbiamo raggiungere camminando insieme per le strade del mondo. C'è una speranza da non deludere, c'è un sogno di giustizia e solidarietà da trasformare in realtà. Questa è la vera e unica globalizzazione possibile.
Insieme ce la possiamo fare : "Black and white together". "Si se puede" come si dice qui in Messico. Ma bisogna sognarlo e volerlo.
