Il Giorno dell'Indipendenza
Gli Stati Uniti d'America visti dall'Italia.
Di Emanuela Medoro

Emanuel Leutz. George Washington attraversando il fiume Delaware.6 luglio 2009. - Il 4 luglio è la festa nazionale degli USA, si celebra la Dichiarazione d'Indipendenza, ovvero la cessazione dello stato di colonia della corona britannica, dell' obbligo di pagare tasse alla madre patria in cambio della difesa militare, insomma la liberazione dalla prepotenza ed arroganza della nobiltà inglese verso le colonie. In occasione di questo 4 luglio sono stati messi in circolazione due documenti, uno da parte del Partito Democratico attualmente alla Casa Bianca con Barack Obama, e l'altro del GOP, Grand Old Party, il Partito Repubblicano ora all'opposizione, dopo otto anni di presidenza G.W.Bush. I due documenti sono un esempio della cultura dominante nei due partiti, utili dunque a capire le differenze, non troppo sottili per verità, esistenti all'interno del mondo americano, che nel rispetto generale dei valori fondanti dell'Unione fissati dai padri fondatori, ha sviluppato una realtà sociale e culturale prismatica e ricca di differenze, non uniforme ed omogenea, come molti ritengono.

Il 4 Luglio è per il Partito Democratico l'occasione per mandare agli Americani un forte messaggio di solidarietà sociale. La celebrazione della ricorrenza è un giorno di festa, che ogni anno rinnova l'impegno degli americani a portare avanti il grande, audace sogno di libertà dei padri fondatori. Questo giorno è non solo il momento adatto a riflettere sui vari aspetti dell'indipendenza e della sua difesa, ma anche un giorno adatto a prendere in considerazione in concreto l'idea di servizio volontario nelle comunità locali. Questa idea di volontariato è un tratto caratteristico della presidenza Obama, un grande leader, secondo H. Clinton ad un anno dalla sconfitta alle primarie.

Questa idea è illustrata in un video della First Lady Michelle Obama che invita gli Americani a collaborare e concentrarsi sull'idea di considerare il servizio volontario nelle comunità come sistema di vita per tutti. Lo slogan di questa idea è: “United we serve” (Uniti serviamo), un progetto a livello federale di servizio volontario che possa aiutare a compensare in qualche modo i crescenti bisogni sociali nati dai crolli dell'economia. I settori in cui il servizio alle comunità è maggiormente necessario sono istruzione, salute, e diffusione di energie pulite, settori in cui l'amministrazione federale di Washington ha speso cifre stellari. In breve, il progetto “United we serve” vuole diffondere il volontariato come stile di vita degli Americani.
Vediamo ora il documento più recente del partito di opposizione, il GOP, diffuso online il 2 luglio, un sondaggio d'opinione sui massimi problemi di politica estera americana. Le domande sono formulate in modo che iscritti, simpatizzanti e quanti in generale abbiano voglia di far sentire la propria voce, debbano rispondere si, no, nessuna opinione, e toccano a tutto campo la politica estera americana e le sue conseguenze sulla sicurezza interna.

Le domande riguardano: la chiusura del centro di detenzione di Guantanamo Bay, la iniziativa chiamata “giustizia globale” secondo cui gli agenti della FBI debbono leggere i diritti ai prigionieri terroristi catturati su campi di battaglia, le relazioni con dittatori che violano i diritti umani, il taglio di fondi federali a sistemi di difesa (esempio difesa missilistica e F-22), i programmi nucleari della Corea del nord, il ritiro delle truppe dall' Iraq, l'invio di truppe più numerose in Afghanistan, il sostegno allo stato d'Israele, la decisione di offrire 900 milioni di dollari ad Hamas per ricostruire Gaza, la sostituzione della frase “guerra al terrore” (war on terror) con “operazioni per eventi oltremare”( overseas contingency operations), il nucleare in Iran.

Per la politica interna circolano parecchi documenti del GOP che chiedono un forte impegno degli iscritti a bloccare la politica liberticida dei democratici, che vogliono opprimere e distruggere il libero mercato con l'invadenza dello stato.

Nello stesso tempo giunge la notizia che Sarah Palin, che fu candidata alla vicepresidenza nella recente campagna elettorale, si è dimessa dalla carica di governatore dell'Alaska, notizia anch'essa preceduta da un sondaggio d'opinione riguardo agli effetti della presenza della Palin accanto a John McCain.

Il New York Times del 5 luglio 2009 commenta questa notizia. Rispondendo alla recente dichiarazione di Sarah Palin, “Dobbiamo guardare avanti e cercare come far crescere insieme questo paese”, il giornale titola come segue: “Nei prossimi anni Sarah Palin può guardare a ciò che fece Richard Nixon per preparare la sua corsa vittoriosa alla Casa Bianca nel 1968. Se la Casa Bianca è la sua meta, la strada è rischiosa.”

La Storia continua. Per ora non ci resta che attendere risultati positivi dalla politica economica di Obama, per una effettiva ripresa della occupazione e dei consumi negli USA e nel mondo.

 

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