Calvin Klein festeggia
40 anni di attività
Una storia di eleganza: dagli slip con l'elastico griffato a Kate e l'Heroin Chic.

6 settembre 2008. - Calvin Klein senza il suo fondatore festeggia 40 anni. E per l'occasione il marchio organizza un mega party a New York domenica sera - durante la settimana delle sfilate di moda americane - nei pressi dell'High Line, lungo la ferrovia sopraelevata che presto diventerà un parco pubblico. Spazio allestito con una struttura a più livelli ideata dall'architetto John Pawson e dallo scultore James Turrel. Mille gli ospiti attesi. Da Kate Moss a Brooke Shields, da Christy Turlingtion a Natalia Vodianova, da Eva Mendes (ultima testimonial) ai maghi del clic Bruce Weber e Steve Meisel (autori delle maggiori campagne pubblicitarie). Fino a Gwineth Paltrow, Julia Roberts, Julian Schnabel e Michael Bloomberg, sindaco della Grande Mela.

Il domandone però è: lo stilista che ha creato il brand nel 1968 e l'ha venduto nel 2003 - per 430 milioni di dollari alla Philips Van Eusen Corporation - ci sarà? Sorpresa, lo deciderà all'ultimo momento. Da 5 anni le collezioni sono disegnate dal brasiliano Francisco Costa (direttore creativo della donna) e dal ligure Italo Zucchelli (responsabile della linea maschile) con un fatturato che nel 2007 è stato di 5,4 miliardi di dollari. Già, ma Calvin - il bell'uomo snello e sofisticato che ha fatto girare per oltre 30 anni la testa a maschi e femmine rivoluzionando la moda col minimal promosso a tappeto su manifesti scandalosi - dove è finito? Dopo l'addio è rimasto consulente dell'azienda fino al 2006. Poi si è goduto i suoi soldi. Ha arredato con calma la nuova casa di New York al West Village e quella di Miami, ha viaggiato in lungo e in largo (soprattutto in Brasile). D'altronde quando vendette confessò che aveva bisogno di una pausa per disintossicarsi da alcool e droghe.

Inanellando con quell'outing l'ennesimo scalpore. Adesso di moda non vuol più sentir parlare. Proprio lui che nel firmamento fahion yankee è stato negli Anni '80 una delle maggiori star con Ralph Lauren e Donna Karan. Lui che si è inventato in tempi non sospetti lo stile scervro di orpelli, i jeans con la migliore vestibilità del mondo, promossi da una Brooke Shields quindicenne (immortalata nel 1978 da Avedon con lo slogan «Volete sapere che cosa c'è fra me e i miei Calvin? Niente»). E ha lanciato nel 1983 gli slip con l'elastico griffato a vista, in voga ancora oggi, (sublimati dall'atleta Tom Hinthaus nelle foto di Bruce Weber) sollevando un putiferio di polemiche fra i puritani americani. Mai quanto quelle scatenate nel 1993 da una Kate Moss emaciata, nuda su un divano, per rilanciare la fragranza Obsession, accolta come un manifesto pro anoressia, battezzato dai media "Heroin Chic". Stile pulito e campagne erotiche scattate dai fotografi più gettonati del momento, sono alla base del suo successo. Un successo che è lievitato anche con i profumi. Chiamati con gli stati d'animo che ripecchiavano le varie fasi «travagliate» della sua vita : Da Obsession (1986) a Eternity (1988) a Escape (1991) a Contraddiction (1997) per finire con Truth (2000).

Perla rara nel panorama degli stilisti a stelle e strisce- abili nel taglio, ma dotati di scarsa fantasia - Calvin spicca per innata eleganza e charme personale. Nato a New York nel quartiere del Bronx nel 1942 da una famiglia di immigrati ebrei di Budapest - papà droghiere con bottega ad Harlem, nonna con piccola satoria - già da ragazzino schizzava figurini sui libri di scuola, mentre a casa s'impratichiva col cucito. I suoi, sulle prime perplessi, lo lasciano fare. Nel 1962, ottiene il diploma dal Fashion Institute of Technology di New York. Due anni dopo sposa Jane Centre e ha una figlia, Marci (la stessa che da adolescente non mancherà di fargli notare: «Tutte le volte che vado a letto con un ragazzo leggo il tuo nome sulle sue mutande»). Mentre Lauren andava a vendere le cravatte ai grandi magazzini, Klein portava in giro i bozzetti in una 24 ore.

Dopo anni di gavetta in varie azienda finalmente nel '68 fonda il suo marchio con il compagno di scuola Barry Schwartz, nato e vissuto come lui e Ralph Lauren nel Bronx. Presente ai party giusti nel momento giusto - diventa nei seventy un' icona di stile fotografatissimo allo Studio 54 al fianco di Bianca Jagger e Andy Warhol. In quel periodo nascono i suoi jeans. Mondanissimo nei fine settimana, si rituffa dal lunedì al venerdì nei panni del granitico manager, capace di maneggiare una comunicazione sempre più ardita. Nel 1981, colpo di fulmine. L'eterno ragazzo dalle mille intemperanze esistenziali incontra Kelly Rector - elegante ragazza uscita dall'atelier di Ralph Lauren - che diventerà musa, fedele collaboratrice e sua seconda moglie fino al 1996 (anno in cui divorzia). Calvin è stato il primo creatore a vedersi assegnare il premio del Council of Fashion Designers of America per la collezione Uomo e per quella Donna nel '93. A incrementare il suo impero sono arrivate poi le linee bambino e biancheria per la casa. Bingo. Che altro poteva desiderare ancora se non vendere?


Heroin Chic

Gli anni 90 vedono l'ascesa di Kate Moss. L'aspetto da scolaretta inglese era la perfetta antitesi della bellezza glamour degli eighty. E l'idea di affidare gli scatti a Mario Sorrentino della nuova campagna di cui lei era protagonista -per il profumo Obsession nel 1993 - si rivela vincente. Magrezza anoressica uguale successo immediato dal punto vista commerciale, ma seguito da una valanga di polemiche sui giornali che la ribattezzano «Heroin chic» . Nel 1995 un'altra serie foto pubblicitarie scattate da Steven Meisel per CK suscita una forte reazione da parte dei media. In molti ci videro insinuazioni ad atmosfere di pornografia giovanile. Lo stesso Bill Clinton allora Presidente le defini "oltraggiose". Il Dipartimento di Giustizia avviò una serie di indagini per appurare se la legge sulla pornografia infantile fosse stata violata; le campagne furono ritirate dopo 3 settimane.

 

(La Stampa.it)