6 ottobre 2008. - Due facce della stessa medaglia: egoismo ed altruismo. Altro non sono che categorie mentali rappresentanti la realtà. Quanto vivono di luce propria e quanto, invece, sono il riflesso delle nostre idee? Esiste forse un ego che soppianta l’alter o si può semplicemente parlare di “pacifica” coesistenza tra i due fenomeni? Insomma, esiste sulla faccia di questa terra, un essere così altruista da dimenticare i propri bisogni, addirittura alienarli, in virtù di quella comtiana obbligazione morale che vedeva gli individui servitori disinteressati degli interessi altrui?
Il bene personale può essere fonte di felicità per l’altro e il bene del prossimo può essere o divenire il mio bene. Su questo nulla da obiettare. Cosa succede però se il bene individuale entra in conflitto con il bisogno di un singolo individuo o addirittura della comunità intera?
Economisti e psicologi sostengono che l’altruismo “puro”, quello disinteressato, non esiste. Per i primi, gli atteggiamenti egoisti di soggetti che perseguono i propri fini e soddisfano i bisogni, garantiscono il giusto andamento del mercato; per gli psicologi, invece, l’altruista riceve sempre delle soddisfazioni che gratificano il proprio essere, a vantaggio di quel senso di autostima che lo rende ai propri occhi un uomo migliore.
Ma chi, dell’altruismo ne fa un gioco, indossando una maschera di cartapesta, non è forse egli stesso, l’essere più egoista del mondo? Il desiderio di potere genera infatti i travestiti di altruismo, i paternalisti e i“buoni” che abusano e manipolano chi, ignaro, ripone in loro la propria fiducia. “L’ altruismo del passante”, di chi alla presenza di un pubblico giudicante, compie gesti di mirabile altruismo per poi dimenticarsene quando non viene osservato, è un altro fenomeno sociale assai diffuso. Eppure, molti comportamenti altruisti sono accertati in natura, specie tra gli animali. Se una gazzella è nel branco, all’avvicinarsi di un temibile predatore, prima di fuggire, inizia a saltellare sul posto, mettendo tutto il branco all’erta, ma ponendo se stessa in pericolo. “L’enigma dell’altruismo” posto da Darwin verrà allora chiarito constatando che se il sacrificio dell’animale salverà la vita ad almeno due dei suoi simili, il gene “altruista” sarà perpetuato in intere famiglie discendenti.
Essere “giustamente” egoisti in virtù di un sano altruismo, volersi bene per volerne agli altri, “negoziare” l’ego con l’alter quando i bisogni sono conflittuali, aiuterà a smascherare il seducente altruismo aiutandoci a divenire semplicemente uomini.
Paola Pottino / Siciliainformazioni
