8 ottobre 2008. - Nudi verso la meta. La commissione Trasporti del Parlamento europeo ha sdoganato l'utilizzo dei «body scanner» come opzione aggiuntiva di controllo dei passeggeri in aeroporto. Si tratta di una tecnologia discussa, perché sottopone i viaggiatori a uno scatto fotografico a raggi X nel quale appaiono senza veli. I contorni dell'immagine sono stupefacenti, nulla è dato alla fantasia, sia che si tratti di un'arma ben celata o delle maniglie dell'amore di un turista sovrappeso. Per la macchina non ci sono segreti. Il che fa infuriare chi teme violazioni della privacy.
«Sono dati di grande sensibilità, sollevano questioni di pudore importanti», protesta il liberaldemocratico Marco Cappato. La Commissione Trasporti, presieduta da Paolo Costa (Pd), ha ascoltato il suo avviso solo in parte. Ha chiesto che il «body scan» non sia obbligatorio e che sia garantisca la privacy dell'esaminato. «Hai voglia a dare garanzie - l’ha incalzato il collega radicale -. Chi assicura che i dati vengano distrutti subito il controllo e non finiscano in una banca dati di incerta affidabilità?». Risposta nel testo varato ieri: per gli aspetti relativi alla riservatezza e alla salute dei passeggeri sarà necessaria un'analisi più accurata, prima dell'entrata in vigore del regolamento.
La questione è complessa anche nel metodo. La decisione è stata presa dai «coordinatori», ovvero dai rappresentanti dei gruppi politici nella commissione Trasporti. Ora la Commissione può continuare nel suo compito legislativo. L'entrata in vigore della facoltà di supervista per gli aeroporti è fissata nel 2010. Attualmente simili macchinari sono installati in Regno Unito e Olanda.
Prima del voto c'è stato uno scambio di lettere fra Costa e il commissario ai Trasporti Antonio Tajani. L'eurodeputato ha chiesto rassicurazioni sulla privacy. «L'intenzione è di consentire i body scanner solo come un'opzione aggiuntiva», ha replicato Tajani, convinto che il meccanismo permetterà controlli più efficienti e rapidi.
(LaStampa.it)
