9 marzo 2008. - La Spagna ha iniziato questa mattina a votare, nella calma ma fra severe misure di sicurezza nel timore di nuovi attentati, per rinnovare il parlamento e decidere chi, fra il premier socialista uscente José Luis Zapatero e lo sfidante del Partido Popular Mariano Rajoy, dirigerà il paese nei prossimi quattro anni. Lo scrutinio si svolge mentre il Paese è ancora sotto shock per l’assassinio attribuito all’Eta venerdì dell’esponente locale del partito socialista nel Paese Basco, Isaias Carrasco. I sondaggi dell’ultima settimana danno il Psoe di Zapatero favorito, con oltre 4 punti di vantaggio sul Pp di Rajoy.
Secondo diversi analisti sul risultato del voto pesano però due incognite: il livello di astensione, che se alto potrebbe favorire il Partido Popular, e l’impatto che l’attentato Eta dell’antivigilia potrebbe avere sulla scelta finale degli elettori. La campagna elettorale fra i due grandi partiti spagnoli è stata molto dura, con i popolari all’attacco soprattutto sulla decelerazione dell’economia degli ultimi mesi, sul terrorismo e sulla trattativa avviata da Zapatero con l’Eta nel 200, poi fallita, sulla sicurezza e sull’immigrazione. Rajoy e Zapatero hanno votato in due diversi seggi di Madrid questa mattina. Il premier ha nuovamente lanciato un appello perchè tutti gli elettori si rechino alle urne: «La Spagna è più forte, la democrazia è più forte, se tutti vanno a votare» ha affermato all’uscita dal seggio.
I giornali oggi riproducono l’appello lanciato ieri, poco prima dei funerali del padre, da Sandra Carrasco, la figlia del politico socialista ucciso, perchè in segno di solidarietà tutta la Spagna partecipi oggi massicciamente al voto. Già nel 2004 le precedenti elezioni politiche erano state segnate dal terrorismo. Tre giorni prima del voto, l’11 marzo 2004, il terrorismo islamico aveva perpetrato le stragi più sanguinose subite dalla Spagna moderna. Negli attentati ai treni di Madrid morirono 191 persone, e ne restarono ferite circa 2000.
(La Stampa.it)
