10 agosto 2007. - Ultimo diktat dalla sfilate: tornate a saccheggiare i guardaroba di padri, mariti e compagni. Scegliendo giacche rigorose e camicie classiche, ma senza cedere in femminilità. La scelta della scarpa è obbligata: tacco a stiletto.
E le donne tornano a saccheggiare il guardaroba maschile. I blazer, le giacche doppio petto, i gessati, i pantaloni di taglio sartoriale che erano finiti in fondo all'armadio perché facevano troppo androgino o donna manager anni Ottanta, ora sono tornati d'attualità insieme allo smoking. La signora made in Italy gioca a fare la "maschietta", ma senza perdere un briciolo di femminilità. Anzi. Nella nuova interpretazione del look, la componente sexy è esaltata. Un esempio per tutti? La giacche nere da sera, che furoreggiano ai party estivi, indossate sulla pelle nuda. E la mise che si accoppia con tacchi stiletto vertiginosi.
La nuova "garçonne" è tutt'altro che maschia. «Si può indossare una giacca da uomo ed essere più sexy che mai», spiega Giorgio Armani che alle sfilate di Parigi ha presentato uno smoking decisamente glamour, con giacca e pantaloni attillatissimi e camicia in seta color fucsia. «Come sempre - spiega - è una questione di proporzioni. Una giacca, se ben tagliata, può persino essere più seducente di un abito da sera che lascia la schiena nuda».
Il maschile giocato al femminile è un esercizio di stile che accomuna adesso molte griffe. Da Hermès, marchio simbolo del lusso senza tempo, la giacca nera si porta ai party bordo piscina con gli short e la camicia aperta sul reggiseno gioiello. Max Mara punta alla tuta-smoking, un pezzo unico che fa da passe-partout per estate e autunno. John Richmond sceglie completi grintosi, con pantaloni aderenti, corti alla caviglia, genere rockstar. La giacca, simbolo antico di potere, è un vecchio amore di Donna Karan, la stilista americana che per prima, negli anni Ottanta, ha ridisegnato la divisa da manager, in chiave femminista. «Ci sono situazioni in cui l'abito formale è d'obbligo - ricorda - ma siccome abbiamo la fortuna di essere donne possiamo concederci molte più libertà dell´uomo. Si può, ad esempio, giocare su un pantalone ampio e una giacca piccola-piccola. E viceversa. Senza mai dimenticare un paio di sandali, con tacchi oltre i dieci centimetri, che danno un´andatura più sensuale e autorevole».
Favorevole alla logica del maschile applicato al femminile anche la maison Gianfranco Ferrè (i gessati hanno la giacca bolero), Antonio Marras (che arriva a saccheggiare tutto dal guardaroba dei signori, cravatta compresa), Chanel (che riabilita il papillon da sera da portare con camicie arricchite di jabot) e Alexander Mc Queen (tra i nuovi accessori propone il cappello addirittura un Borsalino con veletta). Voglia di giacche anche per Riccardo Tisci (lo stilista di Givenchy), rielaborate stavolta con decori preziosi e tagli sartoriali.
Sul fronte del rigore minimalista, oltre a Jil Sander, si schiera Alberto Biani che tra le signore parlamentari è diventato un punto di riferimento irrinunciabile. Da Yves Saint Laurent, il giovane creativo italiano Stefano Pilati, ha reso omaggio al maestro francese che già negli anni Sessanta aveva proposto il genere masculin feminin, imponendo il ritorno dello smoking e una collezione ricca di modelli da sera. Un percorso condiviso anche da Louis Vuitton, Ralph Lauren, Balenciaga, Sonia Rykiel, Brioni, Angelo Marani, Krizia, Celine, Amuleti J. e Stella McCartney.
«Mai più senza smoking», sembra la parola d´ordine e Alber Elbaz, il talentuoso creativo di Lanvin, ha tradotto questo slogan trasformando la camicia da sera, che ora si allunga sino a diventare vestito (in morbida seta delavè) da indossare con una giacca nera impalpabile. L´androginia torna di moda ma si fa largo con tocchi leggeri e ironici. E persino le ragazze di D&G si convertono al piacere di esibire lo smoking, indossato però con uno spirito ribelle. Un tratto che accomuna anche le giovani fan della linea C´n´c, disegnata da Ennio Capasa. «Prima o poi, le ragazze vanno a ripescare pezzi del guardaroba di papà - spiega lo stilista - e li sanno reinterpretare con un gusto modernissimo mescolato a reminiscenze rock».
(La Repubblica.it)
