10 settembre 2007. - Un privilegio non da poco, almeno in Italia, dove i tributi postali a persone viventi sono riservati al capo dello stato e al pontefice. Eppure per Luciano Pavarotti, scomparso a 71 anni, è stata fatta più di un'eccezione. Anche se qualche volta fioccarono le lamentele, imponendo la sostituzione del suo viso con un simbolo più anonimo. Il suo profilo figura ad esempio negli annulli impiegati a Roma il 6 e il 7 luglio 1990 per promuovere il grande concerto (riproposto questa sera su Rai 1) che lo vide esibirsi in compagnia di José Carreras, Placido Domingo e Zubin Mehta, i quali compaiono tutti nell'impronta. Ma anche successivamente le sottolineature marcofile, in occasione di manifestazioni artistiche, non sono mancate. In particolare a Modena, dove il tenore è nato e dove sabato si svolgeranno i funerali.
Gli esperti ricordano quelle del 21 giugno 1997, 11 giugno 1998, 1 giugno 1999 (la prima versione propone l'effigie dell'artista, poi sostituita -come documentano dall'Ancai- con il logo della manifestazione) e 5 giugno 1999. Senza contare il meccanico in uso, sempre nella città emiliana, dal 10 al 21 maggio 1999. Più generosi altri Paesi. Alcuni gli hanno dedicato obliterazioni, ed occorre citare Regno Unito (17 luglio 2004) e San Marino (16 settembre 1993, 15 settembre 1994, 14 settembre 1995). Altri direttamente francobolli, per esempio firmati da Guyana (22 giugno 1999), Mali (1 giugno 1998), Niger (1998), Romania (9 agosto 1999) e St. Vincent (5 novembre 1997).
Vaccari News/News ITALIA PRESS
