10 settembre 2008. -
È ancora ferma la trattativa fra la Cai (Compagnia aerea italiana) e i
sindacati sul contratto per la nuova Alitalia, dopo la rottura di ieri. Nel
frattempo inizia il pressing di governo e parte del sindacato per chiudere
il negoziato in tempi brevi. Pronte a chiudere Cisl e Uil, mentre, per il
momento la Cgil non si pronuncia.
Le sigle dei piloti e degli assistenti di volo, che ieri avevano chiesto una trattativa separata, restano sulle loro posizioni. Per convincere le parti a tornare al tavolo il governo, per bocca del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si propone come mediatore: «Di solito i contratti collettivi riguardano le parti sociali - spiega Sacconi - ma, se ci verrà richiesto, il governo è pronto a mediare. Tutto si deve chiudere entro giovedì». L’azienda, prosegue il ministro, «è consapevole che i piloti costituiscono una componente straordinariamente importante e presterà attenzione ad alcune delle loro ragioni, così come i piloti dovranno capire le ragioni competitive che conducono l’azienda ad alcune correzioni rispetto al passato. Quando c’è ascolto reciproco la soluzione poi emerge».
Oggi non è in agenda alcun appuntamento ufficiale, ma potrebbero esserci incontri informali tra il Governo e i singoli attori del negoziato «per preparare la fase conclusiva dei prossimi due giorni». Pronta a firmare la Cisl: «Per noi la priorità è evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori - spiega il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - Per garantire questo firmerò l’intesa, ma mi aspetto che il governo e gli imprenditori coinvolti nell’operazione soddisfino le richieste che vengono da un sindacato ragionevole come il nostro». Più cauto il segretario della Uil, Luigi Angeletti. «Se c’è buona volontà - spiega - l’intesa potrebbe anche arrivare in due giorni. Siamo in una fase delicata, in quanto l’azienda Alitalia ha proposto una modifica dei contratti. Si stanno sovrapponendo difficoltàa difficoltà».
E continua la battaglia sul numero degli esuberi. Scajola frena: nella precedente trattativa con Air France, spiega «la proposta prevedeva sì probabilmente un numero inferiore di dipendenti fuori perchè Air France non contava i precari; dai calcoli che abbiamo noi, ne assumeva però cento in meno della cordata italiana». Intanto da Bruxelles, il commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani, assicura: «Non voglio far fallire nè l’Alitalia nè l’Olimpic Airways» ed esorta il governo italiano a rispettare le norme comunitarie anche nell’attuazione del decreto di modifica della legge Marzano. Per domani è inoltre previsto un incontro tra i tecnici dei ministeri interessati al dossier Alitalia e i rappresentanti della Commissione europea.
Intanto il numero uno di Air-France-Klm, Jean Cyrille Spinetta ribadisce che la compagnia aerea francese è «pronta a prendere una quota di minoranza di Alitalia». Spinetta ha aggiunto che Air France porterà avanti l’operazione se avrà la certezza che l’investimento darà dei profitti entro un ragionevole periodo di tempo. Inoltre Spinetta, parlando a margine di un briefing all’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi, ha detto anche che il negoziato coi sindacati non dipende dalla sua compagnia, in quanto è gestito dal governo italiano. Air France dunque continua ad «osservare» la situazione.
(La Stampa.it)
