«Niente tribune in TV
per chi ha ucciso»
Discorso del Presidente Napolitano nel giorno del ricordo.

12 maggio 2008. - È giunto il momento di dire basta alle tribune concesse da stampa e televisione ad ex terroristi. Lo Stato non deve abbassare la guardia e deve rimanere vicino alle famiglie delle vittime del terrorismo. In Italia si registrano inquietanti segnali di una rinascita del neonazismo. E' questo il monito lanciato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano in occasione della cerimonia della Giornata della memoria per le vittime del terrorismo.

Il giorno della cerimonia non è stato causale: il 9 maggio di 30 anni fa veniva infatti ucciso dalle Brigate Rosse lo statista democristiano Aldo Moro. E oggi Napolitano ha deposto una corona proprio in via Caetani dove i terroristi fecero ritrovare il suo cadavere nel portabagagli di una Renault rossa. «Lo Stato democratico, il suo sistema penale e penitenziario - ha detto Napolitano - si è mostrato in tutti i casi generoso: ma dei benefici ottenuti, gli ex terroristi non avrebbero dovuto avvalersi per cercare tribune da cui esibirsi, dare le loro versioni dei fatti, tentare ancora subdole giustificazioni».

«Mi ha colpito, indignato - ha aggiunto -, leggere giorni fa - ha proseguito - l’intervista di un ex brigatista, lo stesso che un anno fa ha raccontato con agghiacciante freddezza come aveva ammazzato Carlo Casalegno e che ora ha detto di provare rammarico per i familiari delle vittime delle Br, ma aggiungendo di aver dato per scontato che, quando si fanno azioni di un certo tipo, accade di dare dei dispiaceri ad altri. No, non dovrebbero avere tribune per simili figuri».

Poi il Capo dello Stato ha paventato il rischio di un ritorno del neonazismo in Italia: «Stiamo vedendo segni di reviviscenza addirittura di un ideologismo e simbolismo neonazista, dobbiamo saper cogliere il dato che accomuna fenomeni pur diversi ed opposti: il dato della intolleranza e della violenza politica, dell’esercizio arbitrario della forza, del ricorso all’azione criminale per colpire il nemico e non meno brutalmente il diverso: per sfidare lo stato democratico».

Per Napolitano, «Lo Stato repubblicano non può abbassare la guardia, dopo aver fatto fronte allo stragismo e avere sconfitto il terrorismo dilagante degli scorsi decenni». E poi ha aggiunto: «Lo Stato deve restare vicino ai familiari delle vittime e a tutti i colpiti dallo stragismo e dal terrorismo, anche garantendo l’attuazione di leggi come quella del 2004».

 

(La Stampa.it)