Acqua nel mondo

Di Adalberto Cortesi.

14 agosto 2008

 

    Consumo di acqua nel mondo: La scarsezza di questo "bene" diventa ogni giorno piú drammatica. Il fabbisogno totale dell'umanitá é triplicato negli ultimi 50 anni; milioni di pozzi sono stati perforati, portando il consumo totale ben oltre i limiti di ricostituzione.
Le falde acquifere stanno diminuendo rapidamente, soprattutto in Cina, India e negli USA; questi tre paesi, oltre ad ospitare buona parte della popolazione mondiale, sono anche i maggiori produttori di cereali. Il legame tra acqua e cibo é assai stretto: basti pensare che - nel mondo piú o meno civilizzato - il consumo di acqua potabile si calcola in circa 4 litri/giorno pro capite; il fabbisogno d'acqua per produrre il nostro cibo é 500 volte superiore. Per la cronaca, il 70% dell'acqua consumata va in irrigazione, il 20% é destinato all'industria ed il 10% ad uso domestico.

Sarebbe troppo lungo fare un'analisi dettagliata di quello che sta succedendo nel mondo; mi limito quindi a dire che i paesi a maggior rischio sono Pakistan, Iran, Arabia Saudita, Yemen, Israele e Messico; in quest'ultimo paese si prevede una popolazione di 132 milioni per l'anno 2050; oltre la metá dell'acqua potabile estratta, proviene da falde troppo sfruttate. (The Futurist)

 

    Scarsezza d'acqua nel mondo:  Un ulteriore fattore di preoccupazione, é l'incremento di centrali idroelettriche (per l'enorme aumento di richiesta di energia) ed il conseguente aumento di costruzione di dighe. Dal 1950 ad oggi, il numero di dighe nel mondo é passato da 5.000 a 45.000. Generalmente, si pensa che una diga non sia causa diretta di perdita d'acqua. In realtá ció non é vero: basti pensare al fenomeno dell'evaporazione.

L'invaso di una diga in territori aridi o semiaridi evapora ogni anno nell'ordine del 10%.

L'esempio piú evidente di cambio climatologico causato da grandi dighe e deviazioni di grandi fiumi é quello della Mesopotamia (Tigris ed Eufrate); la cosiddetta fertile mezzaluna dei tempi lontani, oggi é un ricordo storico, quasi interamente svanito.