Il pitone fa la guardia alla cocaina
Il pitone fa la guardia alla cocaina
È STATO UTILIZZATO DA UNA BANDA DI TRAFFICANTI PER TENERE LONTANI
GLI «SBIRRI» E COSTRINGERE I CLIENTI A PAGARE TUTTO E SUBITO.
14 agosto 2010. - Per farlo stare tranquillo gli hanno dato da mangiare un pollo da un chilo, che lui si è sbafato senza battere ciglio. Solo dopo si è lasciato prendere dagli uomini del Cites della Forestale e ha consentito alla Guardia di finanza di prelevare i due etti di cocaina purissima che stava "proteggendo".
Lui è uno splendido esemplare di pitone albino, lungo tre metri: un "pitone da guardia", utilizzato da una banda di trafficanti per tenere lontani gli «sbirri» e costringere i clienti a pagare tutto e subito. Le Fiamme gialle di Roma tutto si aspettavano, quando hanno fatto il blitz antidroga in un appartamento del centro della Capitale, meno che trovare l’insolito guardiano. Ma uno degli arrestati li ha avvertiti quando, con le mani ormai assicurate alle manette, ha notato che i finanzieri stavano cominciando la perquisizione. E, parlando col tenente che guidava il gruppo di Finanzieri, ha esordito così: «Sa, comandante, io tengo un animale in casa».
I finanzieri avevano con loro i cani del nucleo cinofilo, ma si sentivano tranquilli fidandosi dell’autocontrollo dei cani antidroga. E così hanno aperto la porta. Ma dietro la porta c’era lui, tre metri di serpente giallo e bianco, la testona triangolare che spuntava dalle spire, acciambellato su un tappetino riscaldato. Quando il pitone ha visto entrare qualcuno, è scattato in avanti per capire cosa stava succedendo. A quel punto i finanzieri hanno richiuso la porta e chiamato gli esperti del Cites della Forestale. Mentre attendevano, hanno proseguito la perquisizione trovando cinque chili di cocaina e due pistole e dichiarando in arresto le 6 persone trovate nell’appartamento (altre sei le hanno arrestate poco dopo nelle rispettive abitazioni).
Arrivata la Forestale, si è trattato di prelevare il pitone. Tenuto a digiuno per potenziarne l’aggressività, il serpente non ne voleva sapere di starsene tranquillo. Così, gli hanno portato un pollo da un chilo che lui si è inghiottito intero. E solo dopo lo spuntino, il rettile si è fatto prendere e chiudere in una teca, per essere inviato al Bioparco. I 12 arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina e di detenzione illegale di un animale protetto dalla convenzione di Washington. Anche il pitone, in qualche modo, è stato "arrestato", visto che non potrà essere rimesso in natura. Rimarrà in gabbia per sempre, insomma è all’ergastolo. Per lui, il fine pena è "mai".
(La Stampa)