15 novembre 2007. - Parole nuove in Chiesa. Cancellata «mammona» che diventa «ricchezza», via «Ave Maria» trasformata in «rallegrati o Maria», torna il «paraclito» al posto del «consolatore» per qualificare lo Spirito Santo, l’«orgia dei buontemponi» del libro di Amos diventa «orgia dei dissoluti».
Le quasi centomila correzioni alla precedente traduzione della Bibbia (alcune richieste direttamente da Benedetto XVI) cambiano il Lezionario della Chiesa Italiana, il librone nel quale sono raccolte le letture dalla Bibbia per messe, sacramenti e vita comunitaria della Chiesa. «Cambiano le letture bibliche, ma non cambiano le preghiere», afferma il segretario generale della Cei, Giuseppe Betori. Quindi, se la versione del Lezionario di Ave Maria e Padre Nostro è mutata, non lo è, per il momento, il testo delle due preghiere. Il nuovo Lezionario si potrà usare dal prossimo 2 dicembre e diventerà obbligatorio dal 2010: si compone di nove libri e ne sono pronti i primi tre.
Le novità
Il «mormorio» del primo libro del Re diventa «il sussurro di una brezza leggera». Da «Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli» si passa a «Eppure l’hai fatto poco meno di Dio». La vecchia formula usata da Matteo «ammaestrate tutte le Nazioni» si trasforma in «fate discepoli tutti i popoli. Altre due riguardano l’Annunciazione e il Padre Nostro, ma, appunto, non la preghiera bensì il passo di Matteo. «Ti saluto piena di Grazia» diventa «rallegrati piena di Grazia» (la vecchia versione, precisa Betori, «era troppo banale»). Mentre la formula del Padre nostro diventa: «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori e non abbandonarci alla tentazione». La nuova traduzione delle Sacre Scritture è la risposta a un’indicazione della Santa Sede di rivedere il testo: per anni ha lavorato una commissione composta da biblisti, musicisti, liturgisti. «Si è cercata uniformità e continuità nel vocabolario - spiega Betori -. Ci si è preoccupati di assicurare una buona lingua italiana, evitando forme arcaiche. E’ stato curato il ritmo delle frasi».
Anni di studio
Il gruppo di lavoro ha terminato lo studio nell’aprile 2000 e il testo è stato consegnato alla segreteria della Cei che l’ho ha revisionato per poi consegnarlo a tutti i vescovi italiani che l’hanno approvato senza nessun voto contrario. «Su indicazione di Benedetto XVI abbiamo deciso di rivedere tutto il testo biblico - evidenzia Betori -. Il nuovo lezionario, quindi, non ha il “placet” solo dell’episcopato italiano, ma anche dalla Santa Sede». Una significativa modifica al testo tocca il concetto di «cattolici adulti», caro all’ala cattolica del centrosinistra, e che deriva dalla lettera di San Paolo agli Efesini. Fin dalla messa «pro eligendo pontifice», Joseph Ratzinger aveva contestato l’espressione «nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo» usata «un po’ semplificando dal testo italiano». «Più precisamente - aveva spiegato il futuro Papa - dovremmo, secondo il testo greco, parlare della “misura della pienezza di Cristo”, cui siamo chiamati ad arrivare per essere realmente adulti nella fede». La Cei, nel nuovo Lezionario, ha accolto l’indicazione di Ratzinger. «Abbiamo obbedito al Santo Padre che criticò la nostra traduzione», puntualizza Betori. La Cei è la prima Conferenza episcopale ad aver coinvolto artisti contemporanei (tra cui Mimmo Paladino) che hanno realizzato 87 opere inedite che illustrano le pagine bibliche. E adesso, dopo il Lezionario, è in arrivo il nuovo Messale.
(La Stampa.it)
