Il messicano Jesús León Santos
ha vinto quest'anno il "Goldman Environmental Prize".
16 ottobre 2010. - Pochi lo sanno, ma esiste un "quasi" premio Nobel di Ecologia. Quest'anno l'ha vinto Jesús León Santos, un contadino messicano che ha portato avanti negli ultimi 25 anni un'eccezionale iniziativa di riforestazione nello Stato di Oaxaca, in Messico.
Il riconoscimento si chiama "Goldman Environmental Prize" ed č stato creato nel 1990 da due generosi filantropi statunitensi: Richard N. Goldman e sua moglie, Rhoda.
Il premio principale č di 150 mila dollari e viene consegnato ogni anno nel mese di aprile durante una cerimonia che si svolge a San Francisco, in California.
Finora il riconoscimento č stato assegnato a difensori dell'ambiente di 72 paesi. Nel 1991 lo vinse l'africana Wangari Maathai che ottenne poi il Nobel per la Pace nel 2004.
A Jesús León Santos gliel'hanno dato perché, quando avevo 18 anni, decise di cambiare il paesaggio in cui viveva nell'alta Mixteca di Oaxaca, la "terra del sole". Il posto sembrava un paesaggio lunare: campi aridi e polverosi, privi di alberi, senza acqua e senza frutta. Bisognava percorrere lunghe distanze per andare a prendere acqua e legna da ardere. Quasi tutti i giovani emigravano e non tornavano.
Insieme ad altri abitanti della zona, Jesús León decise di rinverdire i campi del posto utilizzando tecniche precolombiane che gli erano state insegnate da alcuni indigeni guatemaltechi.
Ma... Come fare per realizzare il progetto? Fu rilanciato uno strumento indigeno perso nel tempo: il "tequio", cioč il lavoro sociale non retribuito.
Jesús riuně circa 400 famiglie di 12 comuni e creň il Centro di Sviluppo Integrale della zona mixteca (Cedicam), con cui, con risorse economiche molto limitate, iniziň la grande battaglia contro la principale responsabile dei danni: l'erosione.
Nella mixteca 50 mila ettari di terreno hanno perso circa cinque metri di altezza negli ultimi cinque secoli. L'allevamento caprino, lo sfruttamento eccessivo dei pascoli e l'industria della calce, fondata durante la colonizzazione spagnola, hanno deteriorato significativamente la zona. L'uso di aratri metallici e l'abbatimento di alberi per la costruzione degli imponenti tempi domenicani hanno poi sicuramente contribuito alla desertificazione.
Il gruppo iniziň le attivitŕ di riforestazione. Scavarono a vanga fossati per trattenere l'acqua delle scarse piogge, sparsero fertilizzanti e seminarono barriere vegetali per impedire frane di terra fertile. Tutto questo contribuě ha ricaricare le riserve idriche. Poi, con uno sforzo titanico, piantarono circa quattro milioni di alberi di origine locale, resistenti al caldo e a basso assorbimento d'acqua.
Il seguente obbiettivo fu raggiungere l'autosufficienza alimentare. Il Cedicam sviluppň un sistema di agricoltura sostenibile e biologica, senza pesticidi, basato sul recupero e la conservazione dei semi di granoturco originari di questa regione. Piantarono una varietŕ particolarmente caratteristica e distintiva della zona, il cajete, che č una delle piů resistenti alla siccitŕ.
Si pianta tra febbraio e marzo —il periodo piů secco dell'anno— quando la terra č poca umida, ma all'arrivo delle piogge il mais cresce rapidamente.
Dopo un quarto di secolo, il miracolo si č verificato. Oggi l'alta Mixteca č tornata a verde. Sono emerse sorgenti d'acqua. Ci sono alberi e alimenti.
E la gente non va piů via.
Per ulteriori informazioni: http://www.goldmanprize.org/theprize/about