17 maggio 2008. - «L’America ha scelto, ed anche io». Con queste parole, salutate da un ruggito di applausi della platea di Grand Rapids, nel cuore del Michigan operaio, l’ex senatore della Carolina del Nord John Edwards ha annunciato il suo appoggio alla candidatura di Barack Obama, giovane senatore di Chicago, in vista delle presidenziali di novembre.
«Ci unisce la convinzione che si possa cambiare l’America- ha detto Edwards parlando a fianco di Obama, sul palco del palazzetto dello sport gremito - la convinzione che i nostri soldati possano tornare dall’Iraq, che i nostri figli possano andare a scuola, che tutti possano essere curati se si ammalano». Edwards porta in dote il suo enorme appeal alla base democratica, in particolare le tute blu che fino ad oggi hanno preferito a Obama la sua avversaria, l’ex First Lady Hillary Clinton. Ma anche un bottino di 19 delegati democratici, vinti in Iowa, New Hampshire e Carolina del Sud.
La dichiarazione di sostegno di Edwards è stata preceduta da una lunga manifestazione di stima nei confronti di Clinton. «È una donna fatta d’acciaio - ha detto - ed è una leader straordinaria. Quando queste primarie saranno finite, e accadrà molto presto, darà il suo contributo per unire il partito».
Edwards ha fatto il possibile per limare gli spigoli tra i due candidati e le conseguenze della sua decisione, che dal clan Clinton è stata bollata come «una brutta notizia». Perché Obama? «Perché i democratici hanno scelto - ha spiegato Edwareds - e ho scelto anche io. C’è un uomo che capisce cosa voglia dire essere un leader, c’è un uomo che saprà sanare le divisioni, che saprà far sì che ci sia una sola America, non un’America dei ricchi e una dei poveri, quell’uomo è Barack Obama. Sono la battaglia più importante della nostra vita, queste elezioni. Sono più importanti della piccola politica del passato. Il presidente Obama saprà unire il Paese».
(La Stampa.it)
