18 giugno 2007. - "C'è intesa su tutto: il prossimo 14 ottobre i cittadini voteranno sia per l'assemblea costituente che per il segretario". Così Romano Prodi poco fa al termine della riunione che questa volta ha portato ad una fumata bianca. Il comitato chiamato a costruire il nuovo Partito Democratico ha deciso: il segretario sarà indicato dall'assemblea costituente.
Prima del voto dell'assemblea, però, saranno i cittadini a esprimere le loro preferenze andando a votare per una serie di liste ciascuna collegata ad un candid.ato segretario. Alla riunione, nella storica sede dell'Ulivo a Santi Apostoli, c'erano tutti i 45 membri del comitato: Fassino è stato uno dei primi ad arrivare. Poi è stata la volta di Rutelli, Veltroni, Giuliano Amato e Dini. Mancava solo D'Alema, impegnato in Lussemburgo. Erano in molti però a pensare che anche oggi non si sarebbe trovato l'accordo: il contrasto infatti era proprio sulla modalità di scelta del segretario.
È Dini ad anticipare ai cronisti che l'intesa c'era Romano Prodi, in apertura dei lavori, aveva spiegato la sua posizione: "Il Partito democratico dovrà avere un segretario forte. Il partito dovrà essere costruito su base federale". "Non credo - ha garantito il premier - che il governo verrà indebolito"."Sono soddisfatto perché si va all'elezione diretta del segretario" ha dichiarato Rutelli lasciando la sede di santi apostoli. E per Fassino la decisione "ragionevole, giusta e realizza il massimo di partecipazione democratica dei cittadini alla formazione del Pd e al suo leader".
(TG5.it)
