20 gennaio 2009. -
La Commissione europea pubblica in anticipo le previsioni economiche
intermedie, e i numeri di Bruxelles gelano Eurolandia, ma il patto di
stabilità resta in vigore e, dice il Commissario Ue Almunia, «continueremo
ad applicarlo», usando però «tutta la flessibilità che il patto consente».
L'Italia, in particolare, torna a sforare i parametri di Maastricht.
L'incubo recessione
Dopo il 2,8% del 2008, il rapporto deficit-pil sarà del 3,8% nel 2009, per poi scendere leggermente al 3,7% nel 2010. «Gli stabilizzatori automatici porteranno il deficit del governo ben al di sopra del 3% del pil nel 2009, con un miglioramento solo marginale previsto nel 2010», si legge nel rapporto stilato dalla Commissione. Nei dati pubblicati il 3 novembre scorso, l’esecutivo comunitario puntava su un deficit al 2,6% nel 2009 e al 2,1% nel 2010. L’Italia «è entrata in recessione nel 2008», chiudendo l’anno con un Pil a quota -0,6%. Pil che nel 2009 precipiterà a quota -2%.
Ma tutte le economia europee soffriranno la crisi internazionale. In
dettaglio tra i principali Paesi la Germania accuserà nell’anno in corso una
contrazione del Pil del 2, 3% per risalire nel 2010 con un +0,7%. In calo
dell’1, 8% il Pil della francia nel 2009 e un +0, 4% l’anno prossimo.
Contrazione del 2% anche per il Pil spagnolo che anche nel 2010 continuerà
ad avere una variazione negativa con un calo dello 0, 2%.
Le misure di sostegno dei governi
La recessione, secondo le stime della Commissione europea, avrebbe avuto un
impatto ancora più negativo se già a partire dallo scorso agosto vari Paesi
non avessero cominciato ad adottare misure di bilancio finalizzate al
sostegno dell’economia. Senza questi interventi, per Bruxelles la flessione
della crescita nel 2009 sarebbe stata più marcata in misura pari a circa tre
quarti di punto percentuale, ovvero si sarebbe attestata su un valore
superiore al 2,5% rispetto all’1,8% indicato nelle stime rese note oggi.
Conti pubblici a rischio
Anche sul fronte dei conti pubblici la crisi presenta un costo elevato. Il
rapporto deficit/Pil nell’area euro nel 2009 si attesterà al 4% dall’1, 7%
del 2008. La Germania riuscirà a contenere il deficit al 2, 9% mentre la
Francia accuserà un balzo del deficit al 5, 4% per attestarsi al 5% nel
2010. Ancora peggio la situazione della Spagna che nel 2009 vedrà il Pil
salire al 6, 2% e consolidarsi al 5, 7% l’anno prossimo. Secondo le stime
della Commissione balza anche la disoccupazione europea. Nel 2009 nella zona
euro il dato sarà del 9,3% e nei Ventisette dell’8,7%, con 3,5 milioni di
posti di lavoro in meno. In Italia il tasso di disoccupazione sarà dell’8,2%,
contro il 6,7% del 2008. Nel 2009 salirà ulteriormente all’8,7%, a politiche
invariate, mentre per Eurolandia sarà al 10,2% e nell’Ue al 9,5%.
La valanga dei disoccupati
Per l’Italia «l’impatto del rallentamento economico sul mercato del lavoro è
stato fino ad ora più visibile in termini di ore lavorate che di numero di
occupati», si legge nel documento, che aggiunge: «Le perdite di posti di
lavoro dovrebbero accelerare nel 2009, risultando in un significativo
aumento del tasso di disoccupazione. Nel 2009, il costo del lavoro per unità
dovrebbe rallentare, dopo la forte accelerazione registrata nel 2008.
Tuttavia, dati gli sviluppi avversi dei tassi di cambio, la situazione
competitiva del paese non dovrebbe migliorare».
La Commissione vede nero
Insomma, la Commissione europea vede nero. Secondo Almunia «alla metà del
2009 dovrebbe esserci una ripresa dell’attività economica che però sarà
graduale e modesta». Il commissario ue agli affari economici spiega che il
primo semestre dell’anno in corso sarà la fase peggiore della crisi che ha
investito l’economia mondiale. Per rafforzare la fiducia economica, dunque,
è «fondamentale che gli Stati membri s’impegnino esplicitamente a risanare,
non appena la situazione economica sarà tornata alla normalità, le proprie
finanze pubbliche, in modo da garantirne la sostenibilità a medio-lungo
termine». Attenzione, dice inoltre Almunia, ad eventuali ricapitalizzazioni
bancarie perchè «potrebbero far salire ancora di più l’alto debito». In
particolare, «il debito pubblico molto elevato impedisce al governo italiano
un utilizzo discrezionale degli strumenti fiscali», scrive Eurostat
nell’ultimo paragrafo della pagina dedicata all’Italia.
Plauso al mix di Tremonti
Proprio sulla situazione italiana Almunia ha detto che «il governo italiano ed in particolare Tremonti sanno molto bene cosa fare». Affinchè l’Italia sia in un’adeguata posizione economica vi è bisogno- ha detto il commissario Ue- «di una combinazione tra stimolo e prudenza». Per Almunia questo mix «è già previsto nelle misure finora adottate dal governo e penso che l’Italia continuerà su questa strada».
(La Stampa.it)
