Finite le vacanze
Il 25% degli italiani sono andati all'estero
Cala il turismo italiano e straniero nel Bel Paese.

Finite le vacanze. Il sol leone lascia spazio alle foglie autunnali.20 agosto 2008. - Le città tornano a riempirsi, il sol leone abbandona le strade per lasciare spazio alle foglie d'autunno.

Un'altra estate finita e si torna tutti a casa. Code ai caselli e città deserte a Ferragosto - scene che si ripetono tutti gli anni.

Tutti, tranne questo. Il 2008 è stato, infatti, un anno abbastanza singolare. Colpisce il dato sul calo del turismo italiano e straniero in Italia, una flessione del 5 per cento, come evidenzia il rapporto Trademark di quest'anno. Vacanze più brevi e meno visitatori: una sentenza poco rassicurante per gli operatori, anche se, tutto sommato, prevedibile.

Il calo dei consumi, e l'inflazione italiana arrivata a superare il 4% , hanno sicuramente contribuito - insieme ad una scarsa capacità di promozione del territorio - alla diminuzione dell'interesse per la vacanza balneare o culturale nel Bel Paese. Tutto questo nonostante il 75% della popolazione preferisca restare all'interno dei confini.

Secondo i dati Eurostat, il 25% degli italiani ha scelto le ferie all'estero, forse complici i prezzi più bassi in diversi paesi UE. Un dato in crescita, che però fatica a raggiungere la media europea, stabile al 39%.

"Il turismo italiano all'estero è molto cambiato negli ultimi 15 anni" afferma Paolo Diamante, responsabile ACI del progetto Viaggiare Sicuri.

Un cambiamento avvenuto per "due motivi" fondamentali: "Prima di tutto perché sono sempre di più i connazionali che si recano all'estero, e non intendo unicamente le località esotiche ma anche in Europa o Nord Africa", sottolinea Diamante. In secondo luogo il cambiamento è avvenuto anche e soprattutto grazie al viaggio "più organizzato" e con questo si intende, dice il presidente, una consapevolezza maggiore da parte degli italiani in merito al viaggio che si apprestano a intraprendere.

"Anche gli italiani, così come da anni gli stranieri, si informano di più e cercano nuove fonti di informazione". Un fronte sul quale Viaggiaresicuri.it si impegna da anni, in collaborazione con la Farnesina, per dare un pacchetto di informazioni sempre più complete ai viaggiatori italiani. Sono circa 220 i paesi monitorati con aggiornamenti rapidi, e il sito fa registrare oltre 2 milioni di utenti singoli, circa 17 milioni di pagine visitate per il 2008. Un dato che rispecchia il desiderio e la capacità degli italiani di informarsi su quello che incontreranno durante il viaggio, per evitare di correre incontro a insidie altrimenti difficili da prevedere. Inoltre, l'Italia è stato uno dei primi paesi, dopo la Gran Bretagna, a mettere a disposizione una banca dati completa sulle varie Nazioni.

Non è difficile capire quali siano i paesi con maggiori problemi di sicurezza internazionale: il punto è che in stati come l'Afghanistan, l'Iraq o la Somalia non si fa turismo.

Nei posti dove "c'è maggiore pericolosità non ci sono nemmeno le attrezzature turistiche - spiega Diamante. Noi non stiamo parlando di quei luoghi dove non viene sconsigliato di recarsi ma di quei luoghi dove, nonostante ci siano le capacità ricettive abbastanza importanti è bene avere delle accortezze e delle attenzioni". Secondo il presidente di Viaggiaresicuri, è importante sottolineare il fatto che "queste attenzioni non vanno dedicate unicamente ai paesi esotici e lontani, ma anche ai paesi vicino a casa nostra".

Ne sia un esempio l'importanza dell'applicazione del bollino autostradale in Slovenia e Svizzera. Oppure la conoscenza delle maree di Mont Saint Michelle, come spiega Diamante. In conclusione "questo bisogno di essere informati non va calato in realtà così diverse per motivi religiosi, per motivi sociali, economici o climatici ma è anche opportuna in paesi civilissimi come quelli che ci circondano".

 

(News ITALIA PRESS)