Il giro del mondo dei formaggi
Da domani a “Cheese” la sorpresa dei prodotti dell’Est.

20 settembre 2007. - «Cheese» e i formaggi, di tutto e di più. Quel di più che è un erborinato naturale scovato in una remota grotta della Svezia o un caprino del Planalto di Bolona, nuovo Presidio africano Slow Food, in arrivo da Capo Verde. Da domani a lunedì Bra, nel Cuneese, per la sesta volta non sarà soltanto la grande mostra-mercato internazionale del formaggio di qualità (con 180 bancarelle e 50 stand), ma il luogo in cui imparare, confrontare, riflettere, come vuole la filosofia Slow. Inaugurazione domani, alle 15, con il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro.

L’occasione è ghiotta per tutti: appassionati gourmet, addetti ai lavori o semplici curiosi. Ci saranno, certo, i grandi numeri: quelli dei visitatori (attesi in oltre 150.000) e quelli dei prodotti in degustazione nelle cheese list e wine list della Gran Sala del Formaggio e dell’Enoteca. L’offerta è ampia e mondiale: 200 formaggi, dall’israeliano Tamar, all’australiano Holy goat-la Luna ai formaggi messicani, portoghesi, senza dimenticare, italiani, francesi, inglesi, d’altitudine, di capra, di vacca e i «blu». Agli erborinati quest’anno è dedicato un angolo speciale in cui saranno proposti in abbinamento a vini dolci, passiti o liquorosi sulle note della musica blues.

E 1500 etichette: dalla Barbera al Brunello, dal Teroldego al Moscato, fino alle «bollicine», assieme a vini francesi, sloveni, georgiani o libanesi. Per approfittare di tale abbondanza sarà sufficiente munirsi dei buoni degustazione. Ma Cheese non è solo cibo. A dimostrarlo ci saranno spazi e momenti di riflessione «slow», come la «Casa della Biodiversità» (Chiesa di San Rocco), le conferenze e due intere vie (via Marconi e via Prinicipi di Piemonte) dedicate ai Presìdi, i prodotti tutelati da Slow Food perché frutto di tradizioni a rischio di estinzione o realizzati in quantità molto piccole e in aree territoriali limitate. Una rassegna di formaggi introvabili e curiosi accompagnati dai loro produttori che sapranno farli apprezzare, tra costumi tradizionali e bizzarri cappelli, superando le barriere di ogni lingua. I Presìdi internazioniali annoverano formaggi libanesi, norvegesi, olandesi e un imperdibile formaggio di yak dell’altopiano tibetano. Quest’anno Slow Food ha scelto di dedicare particolare attenzione ai formaggi «protetti» dei Paesi dell’Europa dell’Est, recentemente entrati a far parte dell’Unione.

Lungo le vie e nelle piazze, un susseguirsi di assaggi e degustazioni, in un crogiuolo di sapori e profumi da scoprire di tutte le regioni d’Italia. Dal Piemonte al Trentino con il Muller, la vezzena di Folgaria e Lavarone e i mieli, dai caprini della Puglia alla mozzarella di bufala. Ci sarà anche la Piazza della Birra e il «Cibo di strada», da passeggio, «no fast». E’ mangereccio, riflessivo, ma anche, inaspettatamente, molto più «musicale» (e pure un po’ sportivo) delle passate edizioni questo Cheese. La festa del formaggio sarà costantemente accompagnata da suoni di ogni genere: dal concerto di Giuliano Palma & the Bluebeaters (venerdì ore 22), alla musica tradizionale di Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana, del Coro Bajolese e di Lou Dalfin (sabato), fino alle sregolatezze della Banda Osiris (domenica). Agli angoli delle strade, nelle piazze e nei giardini si assisterà alle esibizioni dell’orchestra di Capoverde Baptistinha, allo spettacolo di burattini «Il topo che inventò il formaggio» e al Circo del Gusto.

 

(La Stampa.it)