22 agosto 2009 -
Dimmi cosa twitti e ti dirò dove sei. Parola di Biz Stone. Per il co-fondatore
di Twitter, infatti, il salto di qualità del popolare servizio di
microblogging passa per una semplice parola: geolocalizzazione.
Proprio così. A breve, infatti, sarà possibile conoscere il luogo di partenza di ognuno dei milioni di "cinguettii" da 140 battute che ogni giorno animano la vita del social network.
"Questa nuova funzione - ha scritto Stone sul blog ufficiale di Twitter - permetterà di aggiungere latitudine e longitudine a ogni messaggio. E' facile immaginare come questa possibilità potrà risultare interessante nel caso di concerti o altri eventi simili, o addirittura utile, in caso di terremoti oppure di altre calamità". Twitter come servizio di pubblica utilità? Se è vero che secondo una ricerca il 40% dei messaggi scambiati è di scarsa rilevanza, è altrettanto vero che la piattaforma, grazie a una struttura agile adatta anche a chi non ha l'adsl, ha avuto un ruolo di primo piano durante le manifestazioni in Iran.
Il dubbio sollevato da alcuni, però, è che la geolocalizzazione, utile da un punto di vista pubblicitario, potrebbe essere un boomerang per i dissidenti di tutto il mondo. Chi farà circolare video e notizie scomode se potrà essere facilmente individuato? L'eco dell'attacco di qualche settimana fa a Twitter, scatenato a quanto pare per censurare un blogger dell'Abkhazia, è ancora troppo forte per non suscitare qualche perplessità.
(La Repubblica)
