22 ottobre 2007. - Monsignor Robles Ortega, membro di una famiglia di 16 figli, 15 dei quali viventi, e i cui genitori hanno 90 e 80 anni, ha detto di aver accolto questa nomina come "un dono di Dio ai cattolici, ai credenti, a quelli che sono membri della Chiesa".
Nel corso di una conferenza stampa con i giornalisti nazionali, monsignor Robles Ortega ha affermato che la nomina del Santo Padre "è un dono per la Chiesa del Messico e una chiamata a servire Dio, gli uomini, a servire la Chiesa nella missione specifica che già ho, ma ora in una dimensione più ampia".
L'atto ufficiale con cui monsignor Robles Ortega, con altri 22 presuli di varie parti del mondo, riceverà la berretta cardinalizia si svolgerà a Roma il prossimo 24 novembre.
Alla domanda di un giornalista sull'ipotesi che esista in Messico qualche necessità di rafforzare la fede o qualche preoccupazione specifica per il Paese dietro la nomina papale, monsignor Robles Ortega ha risposto: "Credo, senza dubbio, che il messaggio sia quello di rafforzare la fede, ma anche di riconoscere che una Chiesa locale, in questo caso la nostra Arcidiocesi e la Chiesa del Messico, deve aprirsi ad altre Chiese, ad altri ambiti o dimensioni".
"E' quindi una chiamata anche per la Chiesa del Messico, perché dalla sua realtà apporti doni per altri ambiti della Chiesa universale, ad esempio in persone come i missionari laici o religiosi e anche in risorse spirituali".
Il nuovo Cardinale di Monterrey si unisce ai Cardinali che sono già in servizio attivo in Messico: mons. Norberto Rivera, Arcivescovo primate del Messico; mons. Juan Sandoval Íñigüez, Arcivescovo di Guadalajara; mons. Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute.
(Zenit)
