Un italiano al fianco di Obama

Antropologo esperto di Colombia nella squadra: si occuperà di Sud del mondo.

23 giugno 2008. - Lo staff di Barack Obama parla italiano. Aldo Civico esperto della Columbia University entra nella squadra di politica estera del candidato democratico alla Casa Bianca con il compito di seguire le questioni latino-americane, con particolare riguardo alla regione andina e alle relazioni Washington-Bogotà. «Voglio mettere a disposizione la mia esperienza di ricerca e di mediazione soprattutto per la Colombia», spiega.

Antropologo con la passione del giornalismo, Civico è il direttore del Centro di risoluzione dei conflitti internazionali della Columbia University (Cicr) - dipartimento fondato nel 1994 da un altro italiano, Andrea Bartoli - ed è affiliato al Center for American Progress (l’osservatorio di orientamento democratico fondato da John Podesta). Il primo approccio con la squadra di Obama risale allo scorso aprile durante un incontro ad Albuquerque con il governatore del New Mexico, Bill Richardson, in merito a una delicata mediazione per liberare tre ostaggi americani nelle mani delle Farc, i ribelli colombiani di matrice marxista-leninista. Da allora le relazioni con il candidato afro-americano sono sempre più strette, sino a quando la scorsa settimana sul blackberry di Civico arriva la proposta di reclutamento da parte dello staff del senatore. «È un onore poter dare un contributo al suo progetto». Perché proprio Obama? «Incarna alla perfezione il bisogno e la speranza di un cambiamento, non è solo un candidato, ma è un vero e proprio fenomeno».

La risposta riflette l’antropologo che è in Civico anche se la vita del professore vissuta a cavallo tra vecchio e nuovo continente è una poliedrica collezione di esperienze. Nel 1996 si laurea in Scienze politiche a Bologna ma nel frattempo lavora come consulente politico per il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed è uno dei protagonisti della crociata antimafia dei primi Anni Novanta promossa dal movimento La Rete. Sull’argomento pubblica nel 1994 «La Scelta», biografia di Ennio Pintacuda, un pioniere dell’antimafia. Terminati gli studi si dedica a tempo pieno al giornalismo, passione coltivata sin da bambino e le cui prime esperienze risalgono al 1987, con una collaborazione con Radio Vaticana. A chi gli chiede quando abbia veramente iniziato risponde: «Quando avevo 8 anni e fingevo di condurre il tg davanti a scatole di scarpe che per me erano telecamere».

Il bisogno di comunicare è una costante nella vita di Civico che nella seconda metà degli Anni Novanta collabora con testate italiane, svizzere e con la televisione pubblica tedesca per la quale conduce inchieste sul disagio e sui conflitti socio-culturali nel Mezzogiorno. Nel 2000 approda a New York ed entra al Cicr iniziando il dottorato in antropologia. Matura da subito la passione per le questioni colombiane e dal 2001 svolge ricerche etnografiche sul conflitto armato mentre dal 2003 è impegnato nella facilitazione del dialogo con le guerriglie Farc ed Eln. Contribuisce alla stesura di Engaged Observer libro di Victoria Sanford sulle formazioni paramilitari ed è autore di «Historia de un Paramilitar». È consulente dell’Onu e collabora con il dipartimento di Stato sullo studio di una soluzione negoziata del conflitto colombiano.

La prima esperienza politica americana è al fianco di Hillary Clinton come consigliere della campagna sui temi dell’America Latina. «Obama e la Clinton hanno il merito di aver fatto riavvicinare la gente alla politica, specie delle masse rimaste per troppo tempo ai margini del processo decisionale», ci spiega e a chi mette in dubbio che gli Stati Uniti siano pronti a un presidente nero risponde: «L’America è pronta e desiderosa di voltare pagina».

Aldo Civico

Ha40 anni. Ha cominciato come giornalista nel 1987 per la Radio Vaticana. Dal 2007 è direttore del Center for International Conflict Resolution di NewYork.

 

(La Stampa.it)