Sei Principi del Made in Italy per sostenere il sistema moda nel mondo
Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferrè, Antonio Marras, Missoni, Valentino e Versace sfilano insieme per la prima volta.

25 gennaio 2008. - Milano Unica, giunta alla VI Edizione, in programma dal 12 al 15 Febbraio a Milano, presso il Portello di Fieramilanocity, un appuntamento imperdibile per stilisti, designer, industrie e case di moda, per accompagnare il riposizionamento verso le fasce medio-alte e alte del tessile italiano ed europeo in Italia e nel mondo, punta nel 2008 su di un evento unico: Salvatore Ferragamo, Gianfranco Ferré, Antonio Marras, Missoni, Valentino e Versace, sfilano, insieme per la prima volta.

"L’unica strategia in grado di assicurare, in Italia, oltre a decine di migliaia di posti di lavoro, un fatturato stimato in oltre 9 miliardi di euro, con un contributo di più di 4 miliardi di euro all’attivo della bilancia commerciale" definiscono la moda italiana nel mondo gli organizzatori.

Milano Unica punta decisamente sulla qualità più che sulla quantità sia dei clienti internazionali, sia degli espositori. Nelle cinque precedenti edizioni, gli espositori sono oscillati, anche in conseguenza della stagionalità, in media tra i 650 e i 700, mentre i visitatori sono stati, in media, 35.000, con un forte aumento (+10% nell’edizione di Settembre 2007) di buyer provenienti dai mercati dei Paesi emergenti. La prossima edizione vedrà la partecipazione di 659 espositori, su una superficie espositiva di oltre 27.000 mq in linea con quelle delle passate edizioni. Gli espositori italiani saranno 511, mentre quelli europei saranno 148 (circa il 25%), provenienti nell’ordine da Francia, Spagna, Gran Bretagna, Portogallo e Germania.

“Le prospettive di breve periodo - sostiene Paolo Zegna, Presidente di Milano Unica - rimangono al momento incerte sui mercati tradizionali: Usa e Giappone in particolare, dove si saldano gli effetti negativi della debolezza del dollaro e dello yen con segnali di rallentamento sul versante dei loro consumi. Una situazione, quest’ultima, che accomuna anche alcuni importanti Paesi fondatori della UE. Incertezze e sofferenze fortunatamente in parte controbilanciate dalla crescita, sempre sostenuta, che si registra sui mercati emergenti, con la Cina sempre in pole position, ad esempio, nelle importazioni di tessuti lanieri italiani (+19,2% nei primi nove mesi del 2007), seguita da Hong Kong (+9,9% nello stesso periodo). Il fatturato del comparto tessile, nel complesso, si conferma comunque leggermente in crescita, anche in conseguenza del buon andamento della vendita ai clienti confezionisti Made in Italy”.


(News ITALIA PRESS)