Totò e la fame
Tra aneddoti e
delizie.

25
maggio 2009. - Totò ed Eduardo De Filippo, un’accoppiata vincente della
storia del teatro e del cinema italiano. Insieme hanno recitato ma insieme
hanno anche patito la fame. La fame quella vera per la quale arriveresti a
mangiare anche un piccione che, tranquillo, svolazza per la città. Fu
infatti durante una delle loro scalcinate tournè teatrali, che i due,
affamati come sempre, adocchiarono proprio un piccione.
Usciti dal teatro per non essere visti dai loro compagni di lavoro, aiutati dalla forza della disperazione, riuscirono finalmente a catturare il malcapitato piccione e lo portarono alla trattoria più vicina per farlo cucinare. Una volta cotto, lo gustarono con voracità, ma dopo qualche boccone, Totò si intristì per aver ammazzato una creatura.
Edoardo lo ammonì dicendo: “Ma famme ‘o piacere, co ‘a famme ca tenimmo, tu te metti pure a chiagne”. Al che Totò asciugandosi le lacrime, replicò: “Eduà sei un grande saggio, perché mi hai fatto capire che cuore e stomaco non sempre vanno d’accordo. La fame giustifica i mezzi e tu lassa sta’ a parte mia d’o piccione!”. Questi, i racconti di Eliana De Curtis, figlia del principe, che nel suo libro “Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà”, ci svela i segreti piu divertenti della famiglia.
Pare infatti
che Totò fosse proprio un buongustaio forse perché ricordava bene gli anni
duri della gavetta nei quali aveva patito la fame. Amava il cibo e nutrirsi
di cose genuine e di qualità ed era anche un ottimo cuoco, elaborò infatti
una serie di ricette per la gioia dei suoi amici e familiari:
RISOTTO ALLA GARIBALDI DI TOTO’
Dopo aver lavato delle cozze e delle vongole, disponetele in una padella a bordi alti e fatele aprire a recipiente coperto. Lavate dei gamberi, sgusciateli e fate bollire i gusci in mezzo litro d’acqua per mezzora. Unite in una ciotola delle seppioline, le cozze, le vongole, e la polpa di gamberi.
Fate soffriggere in olio abbondante dell’aglio, del prezzemolo, del peperoncino e del basilico finemente tritati e unite del riso che farete tostare per qualche minuto, per poi bagnarlo con del vino bianco fino all’evaporazione. Quindi, aggiungete i frutti di mare, le seppioline e la polpa di gamberi e salate.
Nel frattempo, unite l’acqua dei gusci di gamberi e quella di cottura di vongole e cozze, filtrando bene il tutto. Ponete questo brodo sul fuoco e usatelo al posto del solito brodo vegetale per terminare la cottura del risotto.
E per finire non potevamo tralasciare una citazione di Totò tratta dal film: Destinazione Piovarolo. “L’unica azione indegna di Garibaldi fu quella di aver copiato il cappello ai capostazione…”.