27 agosto 2008. -
Tante notizie si affollano in questa settimana di convention democratica, a
Denver. Mi concentro su alcuni punti salienti ed incomincio con un episodio
narrato su un comunicato online di “Obama for America”.
Ad un giornalista che gli chiedeva quante case ha, McCain, confuso, ha chiesto di rivolgersi al suo staff. Non solo ha problemi nel tenere il conto delle sue case, ma considerando i prezzi del petrolio alle stelle, la crisi dei mutui, e milioni di persone senza assistenza medica, dice che l'economia è forte. Inoltre McCain ha detto che uno che guadagna meno di 5 milioni di dollari l'anno non può considerarsi ricco. Come può rendersi conto dei problemi della classe media?
Obama si
concentra in uno sforzo per recuperare i voti di quel 15% di classe media
bianca tradizionalmente appartenente al partito democratico che a suo tempo
ha votato per Hillary, e che nei sondaggi risulta voler votare per McCain.
Dunque, all'interno del suo Progetto per il Cambiamento (Blueprint for
Change), che chiunque può consultare online, presenta un piano per tagliare
le tasse delle famiglie delle classi medie di 1000 dollari l'anno ed offre
agli studenti universitari che fanno volontariato nelle comunità uno sconto
di 4.000 dollari delle tasse annuali. Inoltre Obama vuole che i salari
minimi salgano secondo il tasso d'inflazione reale, mentre McCain ha votato
19 volte contro gli aumenti dei salari minimi.
Un altro comunicato online diffuso da John McCain, all'indomani del
Saddleback Civil Forum, dell'incontro/scontro televisivo dei due candidati,
racconta che John McCain ha dato risposte franche, chiare, sicure su tutti
gli argomenti proposti, nelle migliori tradizioni del partito repubblicano.
È stato pragmatico, conservatore e dei valori di libertà dei padri fondatori
degli USA, e dei valori della sua famiglia, di tradizioni militari risalenti
al tempo di George Washington. Lo stesso comunicato afferma che, nel corso
dell'incontro, Obama ha dato, invece, delle risposte vaghe ed imprecise,
dunque poco affidabili. Merita un commento quest'affermazione.
Quest'uomo di colore, il nonno pastore nella savana del Kenia, il padre nero trasferitosi e laureatosi negli USA, la madre americana bianca, descritto da Mario Cuomo come dotato di una intelligenza non comune, per primo nella storia degli USA sfida la oligarchia dominante wasp, bianca, anglosassone e protestante, ed usa, semplicemente, un modo di esprimersi diverso, onirico e suggestivo, perché diverse sono la sua cultura, la sua formazione e la sua sensibilità.
Profondamente
americano, famiglia impeccabile, moglie professionista e due figlie, è un
figlio del melting pot, dell'America dell'emigrazione recente, di gente che
ci arriva piena di speranza per una vita migliore per sé e per i suoi figli.
Come Arturo Bandini, il personaggio di John Fante che ringrazia il padre per
averlo fatto nascere in America anziché in Abruzzo a Torricella Peligna,
anch'egli, a modo suo, sta ringraziando il padre per averlo fatto nascere in
America, anziché in un villaggio del Kenia.
Ripropone così il sogno di un'America migliore che fu di John Kennedy e
Martin Luther King. Il sogno di un'America dove finalmente cadano le mura di
cristallo, durissime, invisibili e finora infrangibili, che dividono gli
appartenenti alle diverse etnie.
Ted Kennedy, il vecchio leone del partito democratico, presente alla convention di Denver nonostante sia gravemente malato, con poche e semplici parole che hanno commosso le migliaia di persone presenti, ha voluto indicare Barack Obama come l'unico vero erede di John Kennedy, in una sorta di testamento che indica il futuro politico del partito democratico americano.
Il prescelto per la vicepresidenza, il senatore Joe Biden, bianco, cattolico, occhi chiari,(elemento di grande rilevanza, in una elezione in cui etnia e colore della pelle valgono più di tante promesse), esperto di politica estera, compensa un punto debole di Obama, ritenuto poco preparato in politica estera. Come cattolico, inoltre, Joe Biden è rassicurante per la massa di milioni di americani di origine ispanica, anch'essi determinanti in queste elezioni. Straordinarie, proprio per la mossa del partito democratico, che ha lanciato due candidati nuovi, una donna bianca e bionda ed un uomo nero. La sfida tra loro due ha provocato fratture all'interno del partito democratico, da superare, subito, ci sono solo due mesi di tempo per farlo.
