27 novembre 2008. -
Sono arrivati dal mare. Giovanissimi, sono partiti con i gommoni da una
nave-base e hanno raggiunto la costa per seminare morte e paura. Sono
terroristi ragazzini i Mujaiddin del Deccan - questa la sigla della
rivendicazione - gli estremisti islamici, circa una ventina, quelli che
hanno messo in ginocchio Mumbai con uno degli attacchi più sanguinosi e
spettacolari dall'11 settembre a oggi. I morti sono quasi 130, i feriti
oltre 300, e il bilancio è destinato ad aggravarsi. Fra le vittime, cinque
stranieri e un italiano, ma in tutto sono
decine gli italiani coinvolti, in vario modo, negli attacchi.
Ferma la condanna del mondo di fronte a quella che viene in maniera unanime
definita una strage ingiustificabile.
Prosegue da ore la battaglia fra i terroristi e le forze di polizia, appoggiate da 800 militari ma impreparate a un'azione di tale entità. Uccisi alcuni membri del commando. Durante le "operazioni di rastrellamento" all'interno dell'hotel Oberoi, i militari indiani hanno tratto in salvo 39 ostaggi. Ne ha dato notizia la polizia senza specificare la nazionalità delle persone tratte in salvo. All'interno dell'albergo anche sette italiani.
Gli attacchi hanno preso di mira numerosi siti della capitale finanziaria dell'India, fra cui il famoso Leopold Café, i due alberghi di lusso Oberoi e Taj, la stazione centrale affollata di pendolari, il Metro Cinema, il Kama Hospital, il centro ebraico "Chabad Lubavitch", nel complesso resisdenziale Nariman House. L'India accusa Islamabad: gli autori, sostiene Nuova Dehli, sono originari del Pakistan. Replica il ministro della Difesa pachistano, Ahmed Mukhtar: "Escluso ogni coinvolgimento".
I terroristi ragazzini venuti dal mare. La Marina indiana e la guardia costiera, con navi da guerra e aerei da pattugliamento, cercano la "nave madre" che dovrebbe aver portato il commando fino alla Gateway of India, la monumentale porta della ex Bombay. E' lì che alcuni testimoni hanno detto di aver visto scendere da gommoni, o motoscafi, dei ragazzi di circa vent'anni con pesanti zaini sulle spalle. Nella notte, sempre nell'area della Gateway, è stata trovata una barca carica di esplosivo, come conferma il capo del governo locale Vilasrao Deshmuk. Fermate due navi pachistane al largo delle coste indiane.
Il monito ai "paesi vicini". Il premier indiano Manmohan Singh sostiene che dietro gli attacchi ci siano terroristi "basati all'estero". E avverte i paesi "vicini" che dovranno pagare "un prezzo" se non prenderanno misure adeguate per fermare i gruppi anti-indiani. "Gli attacchi ben pianificati e ben orchestrati, con probabili legami esterni, mirano a diffondere il panico - dice - spiegheremo con forza ai nostri vicini che l'uso del loro territorio per lanciare attacchi contro di noi non sarà tollerato". Singh ha anche lanciato un appello al Paese a "mantenere la pace e l'armonia" in questa "ora tragica".
Tre arresti, c'è anche un pachistano. Intanto le forze di sicurezza hanno arrestato, all'interno dell'hotel Taj, tre presunti terroristi, tra cui uno di nazionalità pachistana identificato come Ajmal Amir Kamal. Stando all'agenzia indiana Pti, i tre farebbero parte di Lashkar-e-Taiba, un gruppo armato islamico di base in Pakistan e indicato come responsabile dell'attacco del 2001 al parlamento indiano.
Un italiano ucciso. Si tratta di Antonio Di Lorenzo, 63 anni, nato a Roma ma residente a Livorno dal 1972 che si trovava di passaggio a Mumbai e lavorava per una finanziaria svizzera. E' morto all'interno dell'hotel Oberoi, ucciso probabilmente, come riferisce il ministro degli Esteri Franco Frattini, per lo scoppio di una granata. Con lui c'era anche il figlio Massimiliano, 38 anni, che lavorava con lui, ed è riuscito a mettersi in salvo rifugiandosi nel consolato italiano.
Le vittime straniere. Tra i 125 morti ci sono almeno 6 stranieri. Uccisi anche un capo della squadra antiterrorismo della sicurezza nazionale e 14 ufficiali di polizia. Altre 327 persone, tra cui 7 inglesi, 3 americani e 2 australiani hanno riportato ferite.
Un aereo dalla Francia. Un aereo militare della Francia, che detiene la presidenza di turno dell'Ue, è partito per Mumbai per recuperare una delegazione di europarlamentari, ma dovrebbero trovare posto anche altri cittadini europei.
La situazione al centro ebraico. I media indiani hanno parlato della liberazione di 7 delle persone tenute in ostaggio nel centro "Chabad Lubavitch", quartier generale di un gruppo ultraortodosso, con centro studi e sinagoga. La notizia non è stata confermata dalle autorità israeliane. Intanto si sono udite due violente esplosioni, riferisce un corrispondente dell'agenzia France Press, che sembravano provenire dall'interno del centro. Polizia e commandos dell'esercito hanno circondato la zona. Il ministro degli Esteri Tzipi Livni ha detto di non avere informazioni su quanti siano gli israeliani coinvolti: 20 o 30 sarebbero anche tra le persone ancora nell'hotel Oberoi. Secondo il quotdiano israeliano Haaretz, dall'edificio è fuggita solo una donna che ha preso con sé il figlio di due anni del rabbino e ha detto che, nella fuga, ha visto sul pavimento quattro persone che giacevano a terra prive di coscienza.
(La Repubblica.it)
