
28 luglio 2009. - Il sistema di televisione a colori, inventato dall'ingegnere messicano Guillermo González Camarena all'età di 22 anni nel suo spartano laboratorio —a casa dei genitori— del quartiere Juárez di Città del Messico, fu indispensabile per i collegamenti televisivi della Nasa con l'Apollo 11 e dalla Luna.
La trasmissione a colori del primo viaggio dell'uomo sul nostro satellite non sarebbe stata possibile senza il lavoro dell'inventore dello Stato messicano di Jalisco. I suoi studi sul tema cominciarono ai 16 anni ed entrarono in tappa sperimentale nel 1934, dopo la laurea di González Camarena all'Istituto Politecnico Nazionale.
Cinque anni più tardi cominciò a correre la voce secondo la quale un messicano era riuscito a costruire una televisione a colori basata su un sistema tricromatrico brevettato negli Usa e in Messico il 19 agosto del 1940.

La telecamera usata da Armstrong e Aldrin per riprendere, a colori, le immagini della prima camminata dell'uomo sulla Luna.
I brevetti (in Messico e negli Usa) di Guillermo González Camarena.
Anni più tardi, dopo l'improvvisa e tragica morte di González Camarena il 18 aprile del 1965 —all'età di 48 anni— in un incidente stradale sull'autostrada Puebla-Veracruz, la Nasa si stava preparando per lanciare la prima missione alla Luna e battere l'Unione Sovietica nella corsa allo spazio.
"Fu allora che l'agenzia spaziale prese la decisione di utilizzare la tecnologia di González Camarena per mettere a punto una telecamera in grado di trasmettere il primo allunaggio" —afferma Paul Coan, direttore di TV-Nasa.
Arturo, il figlio più giovane di González Camarena, ha seguito i passi della famiglia e si dedica all'ingegneria elettronica televisiva basandosi sulla mezza dozzina di sistemi inventati e perfezionati da suo padre. Ecco l'intervista concessa da quest'ultimo a "Milenio Semanal" un importante pubblicazione di un'altrettanto famosa casa editrice messicana:
Milenio: L'invenzione di tuo padre ha avuto una partecipazione diretta nei programmi della Nasa a tal punto che il suo sistema fu scelto dagli Usa per trasmattere alla terra la conquista della Luna 40 anni fa. Come fu possibile trasmettere a quell'epoca senza né i satelliti né la tecnologia che esiste oggi?
AGC: Fu una trasmissione diretta che utilizzò un supercanale con una frequenza molto alta e una potenza molto bassa. Tanto l'audio come le immagini furono inviati sulla misma frequenza di 18 gigahertz (Ghz) e furono ricevuti direttamente dalla Terra, così come oggi si ricevono i segnali di un satellite. L'antenna era un "piatto" di nove metri di diametro e, anche se la Luna si trova a 380 mila km dal nostro pianeta, il segnale ci mise solo un secondo.
Milenio: Il 20 luglio del 1969 tuo padre era già morto. Poerché la Nasa scelse la sua invenzione per trasmettere dalla Luna alla Terra?
AGC: La prima invenzione di mio padre fu il sistema
Guillermo González Camarena
tricromatrico sequenziale che fu usato per il Voyager I e il Voyager II. Seguirono poi altri cinque sistemi brevettati in Messico e all'estero e, fra loro, il sistema bicromatico semplificato. Gli Usa scelsero quest'ultimo per trasmettere dalla Luna perché si tratta di una versione più economica e può operare con una larghezza d'onda inferiore.
La TV in bianco e nero, per esempio, usa 4,5 Megahertz e quella a colori 6, ma il sistema bicromatico può mantenersi dentro il limite dei 4,5 Mhz. Come spiegato dal direttore di TV-Nasa quando i preparativi per il lancio dell'Apollo 11 erano quasi finiti, c'era molta resistenza all'idea di trasmettere a colori. Nessuno pensava che fosse possibile far entrare in una navicella spaziale una telecamera a colori che, in quell'epoca, avevano dimensioni simili a quelle di un'automobile utilitaria.
Appena videro, però, quella che aveva costruito mio padre si decisero immediatamente. Volevano usare la sua tecnologia per mettere a punto una telecamera ancora più piccola che potesse essere trasportata all'interno del modulo lunare.
Aveva misure simili a quelle di una videocamera digitale moderna: circa 30 cm di lunghezza per 15 di larghezza.
Collocarono inoltre all'esterno del LEM una seconda telecamera in bianco e nero (vedi foto a sinistra) diretta alla scaletta di discesa che fu quella che si usò per trasmettere il momento in cui Armstrong pronunciava la famosa frase "... un piccolo passo per un uomo..."
Milenio: Di tutti le parti elettroniche che furono portate alla Luna, quali appartenevano a González Camarena?
AGC: La telecamera a colori appartiene al sistema bicromatico semplificato di mio padre. Armstrong e Aldrin la portarono sulla superficie lunare per riprendere la loro camminata, poi la collocarono su un trepiedi per inviare alla Terra la scena davanti alla bandiera degli Stati Uniti e cogliere il momento in cui Aldrin, da buon militare, si mette sull'attenti e la saluta.
In effetti, tutte le immagini televisive della missione dell'Apollo 11 sulla Luna furono trasmesse grazie al sistema inventato da mio padre.
(Puntodincontro / Milenio semanal)
Traduzione di Massimo Barzizza
