28 dicembre 2007. - Il Presidente del Consiglio Romano Prodi esclude di «avere mai preso in considerazione» l’ipotesi di ricandidarsi alla guida del Governo. Il portavoce del Governo, Silvio Sircana, smentisce il titolo odierno di un quotidiano. La posizione di Prodi rimane quella espressa ieri nella conferenza stampa di fine anno: «Il governo si abbatte con un voto di sfiducia».
L'ultimatum di Dini
Lamberto Dini, leader dei Liberaldemocratici, non si tira indietro: «Mi chiede se accettiamo la sfida? Sì che accettiamo la sfida - dice al Tg2 - presenteremo un programma alternativo che dovrebbe essere accettato nella sua interezza. Se così non fosse, il nostro voto sarà negativo». Intanto il Consiglio dei Ministri odierno ha approvato il nuovo decreto legge sulle espulsioni. All’ordine del giorno anche il decreto legge milleproroghe. Il verde Pecoraro Scanio auspica che il Cdm discuta oggi anche la questione Alitalia.
Bertinotti chiede un adeguamento programmatico
Non si placa insomma la polemica all’interno della maggioranza. A gennaio i nodi verranno al pettine e non sarà soltanto Dini a presentare il conto al presidente del Consiglio. Anche a sinistra le parole di Prodi sono lette come un freno alle richieste di Rifondazione comunista. Il partito guidato da Franco Giordano punta tutto sulla verifica, che dovrà essere «sui fatti» e il cui esito «non è affatto scontato». A rafforzare la posizione del segretario del Prc arriva anche Fausto Bertinotti, che torna a incalzare il governo: se Prodi vuole invertire la rotta deve procedere ad un «adeguamento programmatico che sia in grado di affrontare i grandi problemi del paese», a partire dalla questione salariale. Questa è l’ultima «chance», sottolinea Bertinotti che conferma il duro giudizio sul fallimento del governo di centrosinistra».
L'Udc: governo di transizione
L’Udc chiede un nuovo Governo per le riforme. «Occorre avviare una nuova stagione - dice Cesa - che veda il coinvolgimento di tutte le forze politiche più responsabili al fine di dar vita ad un Governo in grado di varare le riforme indispensabili per fare ripartire l’Italia». Sandro Bondi e Benedetto Della Vedova di Fi ritengono che il Governo Prodi sia «dannoso». Gianfranco Rotondi (Dca) propone «un Governo istituzionale con Amato premier». Per Pino Sgobio (Pdci) non ci sono alternative a Prodi. Angelo Bonelli (Verdi) chiede di «applicare il programma e rafforzare l’Unione».
(La Stampa.it)
