29 settembre 2008. - Mancava solo un verdetto per Alitalia: l’ultima parola era stata lasciata agli assistenti di volo, gli unici a non aver firmato l’accordo con la Cai sottoscritto nei giorni scorsi da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Anpav e dai sindacati dei piloti Anpac e Up. Avia e Sdl, che rappresentano la maggior parte di steward e hostess, hanno firmato chiudendo l’ultimo round di trattative.
La consultazione della base si è chiusa questa mattina dopo una serie di assemblee a Fiumicino. Il presidente dell’Avia, Antonio Divietri, aveva mantenuto ieri il più stretto riserbo sulla decisione. «In assemblea abbiamo preso l’impegno che nel confronto di domani avremmo posizioni identiche», aveva spiegato il dirigente sindacale senza rivelare quale fosse l’orientamento emerso dalla consultazione. Sembra fiducioso il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: «Cai può procedere, forte di una larga base di consenso sociale e affrontare i processi concreti per la costruzione della nuova Alitalia», ha affermato. Ma,hanno specificato i vertici delle sigle, quella di oggi «è una firma tecnica da valutare e verificare con i lavoratiori e, eventualmente, da confermare».
Adesso, quindi, la nuova Alitalia potrà finalmente decollare. E si potrà subito affrontare la questione del partner straniero. Per Sacconi Air France e Lufthansa sarebbero, al momento, in una posizione di parità nella contesa. Il vettore tedesco sembra pronto a scendere in pista. «Il mercato italiano è per noi molto interessante e anche importante. Stiamo continuando a osservare la situazione molto da vicino - ha spiegato la portavoce Claudia Lange intervistata dal quotidiano online Affaritaliani.it - In ogni momento seguiamo con attenzione gli sviluppi del caso Alitalia e le notizie che provengono dall’Italia. Giorno per giorno e anche ora per ora. Ma al momento non possiamo rilasciare altri commenti sugli attuali sviluppi». Nel weekend il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva escluso che un gruppo straniero possa detenere la maggioranza. «C’è una clausola che impone ai partecipanti di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno cinque anni, ma successivamente la decisione di cedere la maggioranza dovrebbe essere approvata dai due terzi, quindi - ha spiegato il premier - io lo escludo, poichè questo è stato proprio il significato della nostra azione di governo su Alitalia che la nostra compagnia di bandiera non possa essere detenuta in maggioranza da gruppi e compagnie straniere».
Intanto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha messo in chiaro: «La scelta del partner è di mercato, spetta a Cai». Berlusconi, intervistato dal Tg1, ha detto: «La trattativa era andata a sbattere contro i privilegi che si erano cristalizzati lungo tanti anni e che rendevano impossibile la gestione positiva dell’azienda».
(La Stampa.it)
