Ferrari, l'oasi protetta
della magica California
Avveniristica linea di montaggio per la spider-coupé .

30 giugno 2008. - Senza scomodare Tommaso Campanella e la sua utopia, la Città del Sole esiste davvero: è una realtà magica, la fabbrica di sogni più conosciuta al mondo, la Ferrari. Qui nascono sofisticati oggetti di desiderio che non basta pagare ma bisogna anche sospirare con pazienza, saperli aspettare. Più di due anni, in Usa, per la 599 GTB Fiorano e la 430 Scuderia, eppure c’è una coda infinita.

Qui, nella cittadella industriale di Maranello votata alla «Formula Uomo», si lavora nel verde e tutti i capannoni sono irradiati da luce naturale: si risparmia energia e migliora l’umore. «Abbiamo verificato - spiega l’amministratore delegato Amedeo Felisa - che in ambienti così protetti e accoglienti le macchine si guastano meno e cala anche il numero degli errori umani. Un investimento intelligente: ciò che abbiamo speso per rinnovare il reparto Meccanica inaugurato nel 2002, ad esempio, si è ripagato da solo in due anni». Presto sui tetti degli stabilimenti saranno operativi anche impianti fotovoltaici per garantirsi la quasi totalità del fabbisogno energetico.

È questa la casa che dà i natali alla spider-coupé California, il prossimo gioiello del Cavallino che verrà ufficialmente presentato al Salone di Parigi (inizio ottobre) e sarà consegnato dal gennaio 2009. I primi esemplari hanno inaugurato nei giorni scorsi le rivoluzionarie linee del nuovo Montaggio Vetture, nel gigantesco padiglione a due piani realizzato dall’architetto Jean Nouvel per l’assemblaggio dei modelli a 8 e 12 cilindri. La filosofia che ha ispirato il modernissimo layout produttivo è innovativa: affidare ai robot tutte le operazioni di basso profilo prima eseguite dall’uomo. Eliminare, ad esempio i trasferimenti materiali e superflui di oggetti, oppure operazioni che l’automatizzazione può garantire di qualità pari (se non superiore) come il montaggio di un parabrezza.

«I nostri operai sono altamente specializzati - osserva Felisa - ed è sbagliato impegnarli in mansioni riduttive». La casa della California è composta per ora da tre linee e 54 stazioni operative, ci sono grandi spazi luminosi e nessun reperto delle vecchie officine, niente viti e bulloni accatastati, nè pezzi ammucchiati nei contenitori. Lo scenario ribalta ogni precedente concept produttivo: gli addetti ricevono direttamente nelle loro comode postazioni (che sono fisse e con impianti servoassistiti, stop ai contorsionismi sui sottoscocca) tutti i componenti per ciascuna della 40 vetture giornaliere che a regime saranno assemblate. Vengono recapitati da 11 carrelli filoguidati e i margini di errore sono ridotti a zero, anche perchè ogni operazione viene monitorata elettronicamente. Ogni operaio, inoltre, «firma» la vettura prodotta. Al piano terra c’è già la California, seguiranno progressivamente gli altri modelli a 8 cilindri e dal 2009 al primo piano verranno montati tutti i 12 cilindri.

In attesa di vedere su strada l’ultimo gioiello figlio di una sofisticata rivoluzione industriale, i potenziali clienti della prima spider-coupé Ferrari potranno scoprirne i dettagli giorno dopo giorno, e perfino gustarne il sound del motore di 4,3 litri e 460 Cv montato in posizione anteriore centrale. Basta collegarsi al sito www.ferraricalifornia.com e si possono vivere emozioni anticipate. Disegnata da Pininfarina, la California è un saggio di innovazione con la capacità di trasformarsi da scoperta a granturismo in pochi secondi e prestazioni quasi da Formula 1 (accelerazione 0-100 in 3,9 secondi), avrà il tradizionale manettino e un cambio sequenziale a 7 rapporti con doppia frizione. 1. Il ristorante aziendale con un’area di relax è firmato da Marco Visconti 2. Le nuove linee di montaggio (architetto Jean Nouvel) 3. Cento bici per gli spostamenti 4. La Logistica-Ges di Luigi Sturchio (2003)

 

(La Stampa.it)