Dopo le regionali
la nuova mappa del potere

L'Italia prima e dopo le elezioni

 

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Regionali, finisce con un 7-6 Al Nord straripa la Lega

Alla fine è sette a sei per il centrosinistra, che però partiva da un decisamente più favorevole 11-2: il centrodestra, inoltre, conquista le regioni più grandi e popolose. La Lega ‘straripa’ al Nord sopravanzando il Pdl in Veneto. La sinistra mantiene la Liguria e i suoi ‘feudi’ dell’Italia centrale (Toscana, Emilia Romagna, Marche, Umbria). L’astensionismo (la percentuale di votanti è stata del 64.21% mentre quella delle elezioni regionali precedenti era del 72.01%), a differenza di quanto accaduto nelle elezioni regionali francesi, non penalizza i partiti di governo: il centrodestra conquista al fotofinish il Lazio – nonostante l’assenza della lista del Pdl a Roma e provincia – e il Piemonte, strappando anche Campania e Calabria al centrosinistra, che invece conferma la Puglia e la Basilicata. Per quanto concerne il dato nazionale dei partiti, il Pdl si conferma la prima forza con il 26,78% (in calo rispetto al 32,3% delle Europee del 2009, ma bisogna tener conto dell’assenza della lista a Roma e provincia). Il Pd, con il 26,10% si mantiene sostanzialmente stabile rispetto alle Europee, come l’Idv con il 7,27% (che però cresce notevolmente rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2005, quando prese l’1,5%). La Lega avanza con il 12,28%, rispetto all’11,3% delle Europee. Tiene l’Udc con il 5,57% contro il 5,8% di cinque anni fa. Non sfondano le sinistre, nonostante il successo di Vendola in Puglia, con Sinistra Ecologia e Libertà che prende il 3,03%, mentre la Federazione della Sinistra si ferma al 2,74%: queste forze rappresentavano complessivamente nelle regionali del 2005 l’8,3% dei voti.

 

il lazio alla polverini, la puglia resta a vendola

Tornando al voto nelle singole regioni, in Lombardia non c’è storia: il governatore uscente Roberto Formigoni, sostenuto da Pdl e Lega, conquista il suo quarto mandato con il 56,10% dei consensi, mentre lo sfidante di centrosinistra Filippo Penati si arresta al 33,27%; Savino Pezzotta dell’Udc prende il 4,7%.  In Veneto il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia stravince con il 60,15% dei consensi, mentre lo sfidante di centrosinistra Giuseppe Bertolussi non va oltre il 29,07%: anche in Veneto l’Udc presentava un proprio candidato, Antonio De Poli, che raccoglie il 4,9%. Il centrodestra, con il leghista Roberto Cota, ‘strappa’ al centrosinistra il Piemonte: una sfida dall’esito incerto, in cui la sicurezza del risultato arriva solo a tarda notte, nelle ultimissime fasi dello scrutinio: Cota conquista il 47,32% dei consensi, mentre la presidente uscente Mercedes Bresso, sostenuta anche dall’Udc, il 46,90%: a determinare l’esito della sfida anche il sorprendente risultato del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che in Piemonte conquista il 3,7%. Al Nord il centrosinistra resiste solo in Liguria, dove il governatore uscente Claudio Burlando (sostenuto dal centrosinistra e dall’Udc) conquista il 52,14% dei consensi prevalendo sul candidato del centrodestra e della Lega Sandro Biasotti, che guadagna il 47,85%. Nessuna sorpresa nelle regioni rosse del centro Italia, che confermano il loro storico orientamento: in Emilia Romagna il presidente uscente Vasco Errani prevale con il 52,06% sulla candidata del centrodestra e della Lega Anna Maria Bernini, che si ferma al 36,72%. L’Udc, che si presentava da sola prende il 3,8% dei voti mentre il movimento di Beppe Grillo sfonda con il 6%. In Toscana il candidato del centrosinistra Enrico Rossi prevale nettamente con il 59,7% dei voti sulla sfidante di centrodestra Monica Faenzi (34,4% ) mentre il candidato dell’Udc Francesco Bosi prende il 4,6%. Nella Marche si conferma il presidente uscente di centrosinistra Gian Mario Spacca che prende il 53,17% dei voti mentre il candidato del centrodestra Erminio Marinelli si ferma al 39,71%.  In Umbria la sfida tutta al femminile se l’aggiudica la candidata del centrosinistra Katiuscia Marini con il 57,2% dei consensi mentre la sfidante del centrodestra Fiammetta Modena prende il 37,7%: Paola Binetti (Udc) conquista invece il 5%. Nel Lazio alla fine prevale Renata Polverini (sostenuta anche dall’Udc) con il 51,1% dei voti, con la sua lista che fa la parte del leone prendendo il 26,3% dei voti e facendo in pieno le veci del Pdl, assente a Roma e provincia per la nota vicenda delle liste. Emma Bonino si ferma al 48,3% dei consensi. In Campania prevale il candidato di centrodestra Stefano Caldoro, appoggiato anche dall’Udc, con il 54,2% dei consensi: niente da fare per il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, che prende il 43%. In Calabria, il governatore uscente Agazio Loiero, candidato del centrosinistra, prende appena il 31,39 %, mentre Giuseppe Scopelliti, sostenuto da centrodestra e Udc, conquista il 57,74% dei voti; non decisiva, quindi, la presenza di Filippo Callipo, sostenuto da Idv e Radicali, con il 10,87% dei voti. In Puglia, invece, si conferma Nichi Vendola con il 48,7% dei voti battendo il candidato del centrodestra Rocco Palese (42,2%): decisiva, in questo caso, la candidatura di Adriana Poli Bortone, sostenuta da Udc e Iosud-Mpa, che prende l’8,7%. Il centrosinistra stravince in Basilicata confermando il governatore uscente Vito De Filippo con il 60,8%, mentre il candidato del centrodestra Giovanni Nicola Pagliuca si ferma al 27, 9%: la lista “Io amo la Lucania” di Magdi Cristiano Allam prende l’8,7%.

 

(Nove Colonne ATG)

 

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