DORTMUND (Germania), 4 luglio 2006 - La più bella! Fantastica! Straordinaria! L'Italia cucina la Germania. La trascina ai supplementari. Colpisce pali, traverse. E travolge i padroni di casa in trenta minuti da leggenda. Poi quel capolavoro di Grosso (guarda la sequenza fotografica del gol) e l'invenzione di Ale Del Piero (guarda la sequenza fotografica del gol), così come sognava Gattuso. Due a zero. L'Italia è in finale. Noi. Noi andiamo a Berlino. Lecito ora chiedersi chi potrà fermare questa Italia. Torsten Frings fermato dalla Fifa e che doveva annullare Totti non sarà un alibi.

L'orgoglio di Klinsmann va oltre. Il c.t. gioca la carta del cuore: Kehl del Borussia Dortmund, uno di casa. A Kehl si chiedono miracoli in una fetta di centrocampo dove di solito Frings fa la differenza. Kehl ha il compito di marcare Pirlo. Kehl non è Frings, e si vede. Totti che non sarà annullato, gioca alle spalle di Toni nello stesso 4-4-1-1 di Italia-Ucraina. In uno stadio che sembra l'Ali Sami Yen di Istanbul, la Germania parte con il vestito buono della festa. Gli azzurri attendono e studiano l'avversario. Totti prova a spaventare Lehmann con una punizione da distanza siderale. Quello di Ballack è da dimenticare. Sono la linea di confine di un primo tempo dove la Nazionale gioca a calcio, forse come non lo ha mai fatto in questo Mondiale. Se Borowski fa saltare le coronarie, anticipato davanti a Buffon da Cannavaro, il vero infarto lo sfiorano i tedeschi, quando a Perrotta manca il passo in più risolutore a tu per tu con Lehmann. La Germania finalmente sa di avere di fronte un avversario più forte. Ci sono almeno dieci minuti di azzurro assoluto, fatto di possesso palla, dominio sulle fasce, dove i laterali si sovrappongono, dove tutto funziona a perfezione. La difesa tedesca sembra di burro. Si salvano solo le torri, che nel gioco di testa hanno la meglio. Poi Francesco Totti. Recuperato fisicamente. Il romanista corre, recupera palle, gioca per la squadra. Grosso e l'immenso Zambrotta, Toni è il tormento di Metzelder e Mertesacker, mentre dietro Cannavaro dà spettacolo in un reparto dove Klose e Podolski attendono al varco aspettando il colpo che non perdona. Ma la Germania è soprattutto squadra tosta. Nel suo Dna ci sono proteine sconosciute. La squadra di Klinsmann sa ritrovare motivazioni quando sembra che la barca debba affondare. Per cambiare registro alla partita aggredisce a centrocampo e sfrutta soprattutto la fascia di Schneider a cui capita la seconda occasione per la Germania su una palla persa da Pirlo e sprecata oltre la traversa.

Chi si attendeva la partita micragnosa, fatta di calcoli, ha sbagliato. Al 5' della ripresa Klose terrorizza con una discesa in mezzo all'area, fra Gattuso e Buffon. Il numero uno azzurro ci mette una pezza e nel contropiede Grosso fa di peggio ripetendo l'errore di Perrotta del primo tempo. Ma la Germania, così come contro l'Argentina, sale di tono, sfruttando le pause degli azzurri, troppo macchinosi e prevedibili. Con Ballack a destra e Kehl a sinistra in mezzo al centrocampo, si mantiene alta, sempre con lo sguardo puntato verso Schneider. E' lui che si beve Grosso e offre a Podolski la seconda occasione respinta da Buffon. Klinsmann capisce: toglie Borowski per Schweinsteiger, più potenza in mezzo, dove la Germania sembra avere il sopravvento. Lippi cambia in attacco, dove Toni, fiaccato e nervoso, e senza uno straccio di un cross a disposizione, lascia a Gilardino. Sono gli ultimi minuti in cui paura e stanchezza si dilatano, in cui Klinsmann prova la mossa Odonkor (fuori Schneider), il portafortuna personale del c.t. tedesco.

Ma si va ai supplementari, con Iaquinta per Camoranesi. Gilardino si beve Ballack e colpisce subito il palo. Zambrotta replica sulla traversa. Non è possibile! L'Italia gioca con intelligenza, si difende e riparte bene. Zambrotta è Garrincha, quando prende palla fa quello che vuole. Ce ne vorrebbe un altro. Lippi toglie Perrotta per Del Piero, terza punta in un'Italia già molto offensiva, uomo da Westfalen Stadion. Podolski sbaglia e si ricomincia. Neuville rileva Klose. Del Piero non trova lo spiraglio letale a tre metri dalla meta, Buffon fa il miracolo su "Poldy". Lehmann, invidioso, lo imita su Pirlo. Poi Pirlo che vede Grosso. Occhi chiusi: sventola! Bastasse. Del Piero si beve tutti e infila il 2-0. Meraviglioso!