Anche la Francia ha la sua Corea
Herny pone fine al digiuno mondiale dei francesi che durava da 8 anni, ma un gol all'80' di Park Ji Sung pareggia una partita incubo per i Blues, che ora rischiano.
Gol-fantasma di Vieira.

 

LIPSIA (Germania), 18 giugno 2006 – Adesso anche la Francia ha la sua Corea. Dopo aver avuto l’esclusiva per due mondiali (Nord nel 1966 e Sud nel 2002), l’Italia scarica l’incubo ai cugini francesi. Zidane e compagni dominano la partita con i sudcoreani, sbloccano anche il loro clamoroso digiuno di gol mondiali che durava da otto anni (Petit nella finale del 1998 vinta 3-0 sul Brasile), ma alla fine eccedono in pigrizia, non chiudono la sfida e all’80’ incassano il gol della beffa. Il nome della vergogna Blues è quello di Park Ji Sung e nell’azione c’è anche lo zampino di Ahn, il giustiziere azzurro di quattro anni fa: mal comune mezzo gaudio?

Non ditelo, però, ai francesi che ora inizieranno un processo che al confronto Robespierre avrebbe paura. La squadra di Domenech è stata irritante nel non saper gestire il risultato alla fine: tutti sapevano del famigerato sprint conclusivo sudocoreano e puntualmente ciò si è avverato. Evidentemente la rimonta della squadra di Advocaat sul Togo non è stata giudicata degna di nota, così come l’ingresso “motivatore” di Ahn. Ora per i Blues si mette male: due pareggi stitici e la prospettiva di giocarsi tutto con gli africani (sperando domani in un passo falso della Svizzera). Troppi rischi, senza dimenticare che Domenech non avrà neanche il talismano Zidane, diffidato ed ammonito. Per la bandiera francese, il Mondiale e la sua carriera potrebbe chiudersi con la Sud Corea: una vera onta.

La Francia sa di dover suonare un’altra musica rispetto al deludente debutto con la Svizzera. Spogliatoio spaccato, ct contestato, critica con i fucili spianati e soprattutto l’acqua alla gola rendono però i Blues una squadra attenta e vogliosa nei primi 45 minuti. I francesi partono a razzo. Già al 7’ il portiere Lee Woon Jae deve superarsi per respingere il tiro di Malouda, ma dopo due minuti deve inchinarsi al gol di Henry: “storico”, visto che interrompe il digiuno del gol dopo 368 minuti mondiali. Un tiro di Wiltord viene deviato, ma finisce in avanti sui piedi dell’attaccante dell’Arsenal: colpo sicuro ed 1-0 meritato. La Corea prova a prendersi coraggio e spazio, ma la pressione francese è alta e blocca ogni possibile ripartenza. Vieira e Makelele sono finalmente insuperabili e al 31’ il centrocampista della Juve segna: preciso colpo di testa su corner dalla sinistra, Lee Woon Jae respinge ben oltre la linea e l’arbitro non fischia la rete. Clamoroso gol fantasma per Vieira: avrebbe chiuso il match, ed invece la Francia deve ancora sudare. Barthez non si sporca mai i guanti, ma al 38’ rischia sulla punizione di Lee Chun Soo che sfila fuori di poco.

La ripresa inizia con la Francia a controllare senza grandi affanni, in attesa delle sfuriate degli avversari. Lipsia ha un muro rosso di sudcoreani, che cantano senza sosta e con incredibile intonazione (Inno alla Gioia compreso), per sostenere gli uomini di Advocaat e sognare la replica della rimonta con il Togo. I francesi tamponano, non affondano il colpo (con Domenech a tenere in panca il killer Trezeguet) e aspettano. La Corea del Sud conquista centimetro dopo centrimetro e con l’ingresso di Ahn vola. Al 35’ gli asiatici tirano per la prima volta in porta e segnano. Traversone dalla destra di Seol Ki Heyon, torre perfetta di Cho Jae Jin e Park Ji Sung può beffare Barthez (e la difesa transalpina) con un colpo sotto: 1-1 e fantasmi ovunque. La Francia prova a reagire, ma prima Viaria e poi Henry si mangiano il gol della vittoria. La Corea del Sud rischia anche di vincere, ma alla fine può esultare per il punto che la lancia in testa al girone. Sono passati 4 anni, ma questi corrono e beffano ancora. Anche con l’aiuto dell’arbitro, perché quella rete-fantasma di Vieira grida vendetta. E poi dicono l’Italia…