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Martín Lopeztovar. "Digestivo Emozionale". © 2011.
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17 dicembre 2011. - Pronti ... Attenti ... Via!!!

Dicembre: Riunioni, feste di arrivederci, brindisi, incontri, rincontri, tartine, pranzi, fragore, cene, fuochi d’artificio, fine dei corsi, valutazioni, esami, bilanci, vacanze, feste, ricevimenti, viaggi, offerte … Giorni senza fine, agende piene di eventi stressanti, impegni che si impalmano, umori che svegliano altri umori …

Stamattina sono dal parrucchiere con 34 gradi di sensazione termica all’ombra. Mentre faccio una pausa nella mia agitata agenda di dicembre, il parrucchiere cerca di pettinarmi per un cocktail al quale devo assistere questa sera e tento di mantenermi in piedi (senza sentire di essere una disgraziata) mentre leggo il titolo della copertina di una rivista di attualita’ che dice: 5 suggerimenti per arrivare splendida a queste feste e sfruttarle al massimo!

Non mi sembra chiaro cosa significhi in quest’epoca arrivare “splendido/a” e meno che mai “sfruttare al massimo”, ma ho la sensazione che —man mano che invecchiamo o diventiamo adulti— le feste e tutto cio’ che provocano si riempiono di una sensibilita’ speciale e —a volte— si trasformano in date faticose che possono provocare malesseri dovuti alle esigenze e alle aspettative che comportano.

Feste … tradizioni che pesano molto e aspettative che ci spingono alla depressione perche’ quasi sempre non saranno cosi felici come le avevamo sognate … sara’ che compriamo la foto della famiglia unita e allegra in torno al tavolo, alzando a mezzanotte le coppe tutti insieme? Sara’ che sognammo tutti queste immagini che ci vendono?

Torna l’ansia … cosa faccio? Dove? Con chi? Per alcuni è l’anticamera dell'inferno, il desiderio di addormentarsi il 24 a mezzogiorno e svegliarsi il 2 gennaio, la voglia di sparire dalla faccia della terra e rinascere quando tutto sia finito e nessuno metta in evidenza la nostra enorme angoscia; altri mettono il pilota automatico: una specie di «ditemi dove devo andare e ci vado», ma senza troppo entusiasmo. Un obbligo senza incarichi, che accettiamo a patto che nessuno ci disturbi piu’ di tanto. E per la maggioranza è una situazione alla quale si arriva con inevitabili incertezze.

Bilanci che non sempre lasciano risultati positivi, incontri che ravvivano vecchi problemi familiari, parenti che appaiono solo in quest’epoca e per il resto dell’anno dimenticano qualsiasi rapporto, riunioni durante le quali si domanda molto e si risponde poco; cerimonie in cui si ricordano i morti, cio’ che non siamo piu’ e non saremo mai …

Riusciremo finalmente a passare le feste “festeggiando”?

Mi piacerebbe che festeggiassimo secondo il revisionismo positivo, che imparassimo a metterci nei panni degli altri per analizzarci. Penso che siamo abituati a valutare ogni anno dal punto di vista delle mancanze, da quello che non e’ riuscito come volevamo, dalle difficolta’ ed infortuni che abbiamo avuto … Mi pare che in definitiva perdiamo l’opportunita’ di festeggiare che siamo qui e che abbiamo ancora molte cose da fare.

Brindo allora per una nuova interpretazione di quello che e’ successo lasciando da parte i vittimismi e ricordando con piacere gli avvenimenti. Brindo perche’ in ognuno di noi nasca una speranza, un sogno, un desiderio di cambiare che aspetta di essere trasformato da noi in una realta’.

E brindo perche’ —con questa nuova interpretazione positiva— avremo finalmente qualcosa da festeggiare.

Auguri!.

 

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Di Alejandra Daguerre.

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*Alejandra Daguerre è nata a Buenos Aires, dove vive e lavora. Laureatasi in Psicologia nel 1990 all’Università del Salvador nella capitale argentina, ha dapprima lavorato nella Fondazione Argentina per la Lotta contro il Mal di Chagas, nel dipartimento di Psicologia, poi per tre anni presso il Ministero del Lavoro e della Sicurezza sociale (interviste di preselezione, programmi di reinserimento lavorativo e tecniche di selezione del personale), poi dal 1994 al 1999 nella selezione del personale per l’Università di Buenos Aires.

Dal 2003 al 2009 ha lavorato presso l’Istituto di Estetica e Riabilitazione Fisica “Fisiocorp”, dipartimento di Psicologia, nel trattamento psicologico di pazienti con malattie croniche e pazienti in riabilitazione fisica a lungo termine. Dal 1991 opera in attività libero-professionale nel campo della psicologia clínica, per adolescenti e adulti, con metodiche di psicoanalisi e con ricorso all’arte-terapia e terapia occupazionale, utilizzando l'arte come elemento di catarsi terapeutica.


**Martín Lopeztovar ha studiato disegno di comunicazione grafica ed è co-fondatore dello studio Corvo Art Design di Città del Messico.

Dal 2011 è impegnato nella realizzazione di progetti personali, per i quali si concentra su soggetti artistici, dipinti ed oggetti. È stato invitato a partecipare a diversi progetti di design, illustrazione e animazione. La sua opera dal titolo "Serenata” è stata selezionata per essere pubblicata nell’8° catalogo di illustratori per l'infanzia e la gioventù (FILIJ), organizzato in Messico dalla CONACULTA.

Ha collaborato alla serie di cartoni animati per la MVS dal titolo "La Vita Animata" (1996) come character designer, animatore e regista di animazione. Alcune delle sue illustrazioni sono state pubblicate sulle seguenti riviste: ELLE (Messico), Marieclaire (Messico), Buenhogar (Messico), Literal / Latin American Voices, Enviva. Collabora, inoltre con diverse aziende messicane e di altri paesi per la produzione di materiale pubblicitario.

 

(alejandra daguerre / martin lopeztovar / puntodincontro)

 

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17 de diciembre de 2011. - Listos…preparados…ya!!!

DICIEMBRE: Reuniones, despedidas, brindis, encuentros, reencuentros, ágapes, convites, estruendos, cenas, fuegos artificiales, fin de curso, evaluaciones, exámenes, balances, vacaciones, fiestas, recepciones, viajes, promociones…Días interminables, agendas atiborradas de eventos movilizantes, compromisos que se superponen, humores que despiertan otros humores…

Hoy es una mañana de peluquería con 34 grados de sensación térmica a la sombra. Mientras tomo un respiro en mi agitada agenda de diciembre, un estilista trata de armar mi peinado para el coctel al que debo asistir esta tarde y yo intento de mantenerme en eje (sin sentirme una “desgraciada”) mientras leo el anuncio de la tapa de una revista de actualidad que dice: 5 tips para llegar esplendida a estas fiestas y disfrutarlas a pleno!

No tengo muy claro que será en estas épocas llegar “espléndido/a” y mucho menos “disfrutar a pleno”; pero si tengo la sensación que a medida que nos ponemos más grandes (adultos); las fiestas y todo lo que mueven, están impregnadas de una sensibilidad especial, y en ocasiones pueden transformarse en fechas estresantes, propicias para hacer síntomas, debido a la exigencia y las expectativas que conllevan.

Fiestas…Tradiciones que pisan fuerte y expectativas que nos intiman a deprimirnos porque en la gran mayoría de los casos, no serán lo felices que las soñamos... será que compramos la foto de la familia unida exultante de alegría alrededor de la mesa, levantando a medianoche las copas al unísono? será que soñamos con esa postal que nos venden?

Resurge la ansiedad…qué hago? dónde? con quién? Para algunos la antesala del infierno, el deseo de dormirse el 24 al mediodía y despertar el 2 de enero”, ganas de desaparecer del mapa y renacer una vez que haya pasado todo y nadie evidencie el monto de angustia; para otros andar con piloto automático, una suerte de “díganme dónde hay que ir y arranco”, pero sin demasiado entusiasmo; una asignatura obligatoria donde no me hago cargo de nada, pero exijo que nadie me inoportune más de lo subjetivamente recomendable; y para la gran mayoría una instancia a la que se llega con inevitables replanteos.

Balances que no siempre nos dejan saldos positivos; encuentros que reavivan viejas internas familiares; parientes que solo aparecen para esta época y el resto del año no tienen consanguineidad ni condescendencia alguna; reuniones en las que se pregunta mucho y se responde poco; ceremonias en las que se recuerda a los que ya no están, lo que ya no somos, lo que no seremos…

Podremos finalmente pasar las fiestas “festejando”?

Me encantaría que el modo de festejar sea el revisionismo positivo. Aprender a pararnos en otro lugar para hacer nuestros propios análisis. Siento que estamos habituados a mirar nuestro año desde la falta “qué nos faltó?”, desde lo que no salió como queríamos, desde las dificultades, desde el mismísimo infortunio…siento que definitivamente nos perdemos de festejar que estamos acá, y que todavía tenemos mucho por hacer.

Brindo entonces por una reinterpretación de lo que sucedió durante el año largando la victimización, y capitalizando lo que ha sucedido. Brindo porque en cada uno de nosotros hay una esperanza, un sueño, un anhelo de cambio que está ahí, esperando que nosotros lo hagamos realidad.
Y brindo porque desde la re-lectura positiva, todos finalmente tendremos algo para festejar.

Felicidades!

 

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De Alejandra Daguerre.

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*Alejandra Daguerre Nació en Buenos Aires, donde vive y trabaja. Se graduó en Psicología en 1990 en la Universidad del Salvador de Ciudad de Buenos Aires (Argentina).

Trabajó en la Fundación Argentina de Lucha contra el Mal de Chagas, en el Departamento de Psicología y durante tres años en el Ministerio del Trabajo y Seguridad Social (entrevistas de preselección, programas de reinserción laboral y selección del personal), Desde 1994 hasta 1999 se desempeño en el Departamento de Graduados de la Universidad de Buenos Aires, en areas de RRHH y Capacitación.

De 2003 a 2009 trabajó en el Instituto de Estética y Rehabilitación Física "Fisiocorp", en el tratamiento psicológico de pacientes con enfermedades crónicas y en pacientes de rehabilitación física a largo plazo. Desde 1991 trabaja por cuenta propia en el campo de la psicología clínica para adolescentes y adultos, con métodos psicoanalíticos, y de arte-terapia.


**Martín Lopeztovar Estudió diseño de comunicación gráfica y es co-fundador de corvo art design studio en la Ciudad de México.

A partir de 2011 está trabajando en proyectos personales, para los cual se centra en temas artísticos, objetos y pinturas. Ha sido invitado a participar en diversos proyectos de diseño, ilustración y animación. Sus ilustraciones tituladas “Serenata” fueron seleccionadas para publicarse en el 8° Catálogo de Ilustradores de Publicaciones Infantiles y Juveniles FILIJ, convocado por el CONACULTA. Colaboró en la serie de dibujos animados para MVS titulada “La Vida Animada” (1996) como diseñador de personajes, animador y director de animación.

Algunas de sus ilustraciones han sido publicadas en las revistas: Elle (México), MarieClaire (México), Buenhogar (México), Literal / Latin American Voices, Enviva. También colabora con varias compañías en México y otros países para la producción de material publicitario.

 

(alejandra daguerre / martin lopeztovar / puntodincontro)