L'impresa si tinge sempre più di «rosa»: 40mila in più nel 2006
Economia e Lavoro

5 marzo 2007. - Aumenta la componente «rosa» nell’universo imprenditoriale: 40mila donne in più hanno scelto di fare impresa nel 2006. Con alcune caratteristiche particolari: le imprese femminili scelgono settori tradizionalmente «in cravatta» e nascono più strutturate, almeno sotto il profilo giuridico, visto che aumentano del 13,4% le società di capitali. Lo attestano i dati diffusi dall’Osservatorio imprenditoriale femminile 2006 di Unioncamere-Infocamere, realizzato da Retecamera. Le ditte individuali continuano ad essere la maggioranza delle imprese femminili (875.330 nel 2006, il 70,9% del totale), ma diminuiscono dello 0,1% (circa mille in meno), mentre si registrano 12mila società di capitali in più.

In competizione con gli uomini le imprese in «rosa» crescono nel settore delle costruzioni (+ 8%), nell’intermediazione monetarie e finanziaria (+ 4,4%), nei servizi alle imprese (+ 5,6 per cento). Le imprese capitanate da esponenti dell’altra metà del cielo hanno raggiunto quota 1.234.919, con una crescita dell’1,30%, rispetto alla variazione percentuale del totale delle imprese pari allo 0,78 per cento. In crescita anche l’apporto delle imprenditrici extracomunitarie (+ 12,7%), con una netta prevalenza delle capitane d'impresa cinesi, che sfiorano quota 10mila, e un notevole incremento delle marocchine (+ 22,7%) e delle romene (+ 23 per cento).

Il primato nell’aumento della componente femminile nell’imprenditoria spetta a Crotone, con un aumento del 5%, seguono Prato (+ 3,9%) e Roma (+ 3,3 per cento). La diminuzione più consistente della componente «rosa» ha, invece, colpito Foggia (- 3,1%), Isernia (- 1,7%) e Potenza (- 1,4 per cento). A livello regionale le capitane d’impresa trionfano nel Lazio (+ 2,6%), seguito da Calabria (+ 2,33%) e Campania (+ 2,03 per cento). Tassi di crescita negativi si registrano, invece, in Valle d’Aosta, Puglia, Basilicata e Molise. In Lombardia, invece, sono nate più imprese femminili ( + 3.145), seguita da Lazio e Campania.

 

 

Da Il Sole 24 Ore.com