TORINO, 6 aprile 2007. - Il gruppo Fiat torna a pensare alle acquisizioni. Anche perché, come ricorda il presidente Luca Montezemolo agli azionisti chiamati ad approvare il bilancio del 2006 e il ritorno al dividendo dopo cinque anni, i risultati del 2006 mostrano che la crescita «è qualcosa di strutturale e non siamo più di fronte all’uscita da una situazione difficile». Quindi, con una posizione finanziaria netta prevista a tre miliardi di euro nel 2010, il gruppo guidato da Sergio Marchionne - che ha anche annunciato di restare alla guida dell’auto «ancora per un po’» - può permettersi di pensare in grande ed «è molto improbabile che non acquisterà qualcosa».
Settori da potenziare
D’altra parte, spiega Marchionne, nel piano industriale presentato nei mesi scorsi la crescita prevista è tutta «organica», ovvero non prende in considerazione nessuna operazione di acquisizione. E ci sono quei tre miliardi di cassa che possono essere utilizzati per pensare ancora più in grande. Nessuna operazione azzardata, chiarisce subito l’ad. Quindi, alla domanda se può interessare Chrysler, che il gruppo Daimler ha messo in vendita la risposta è secca: «Assolutamente no». Semmai, le acquisizioni eventuali dovranno servire «a rafforzare i nostri settori principali, senza escludere gli altri». In particolare «i camion e i trattori», chiarisce l’ad. Ad esempio, «se adesso vediamo il posizionamento del settore di Cnh (la controllata americana che produce mezzi pesanti) per le macchine movimento terra non siamo tra i primi tre o quattro produttori. Abbiamo dato molto spazio ai giapponesi per entrare in questo mercato e stiamo cercando di eliminare questa differenza». Comunque, niente auto. Nei mezzi pesanti infatti «ci sono dei buchi di copertura geografica da colmare. Ci sono attività che non abbiamo nel Gruppo. Nonostante abbiamo una grandissima capacità, ci sono altri settori che devono essere sviluppati in maniera strategica».
«Anno di svolta»
Per il gruppo comunque «il 2007 è di svolta: segue un 2006 da record, che ha dato la possibilità dopo molti anni, di distribuire un dividendo», dice ancora Montezemolo. E, ha continuato, quest’anno il gruppo «pensa di migliorare ulteriormente i risultati». Anche contando su Bravo e 500. «La Bravo nei primi mesi sta rispondendo estremamente bene - ha detto Montezemolo - siamo molto fiduciosi». La 500 è «nel Dna del marchio Fiat», una macchina che ha in sé un «grande richiamo del passato, ma anche uno slancio verso il futuro». A confermare le previsioni ci sono le prime indicazioni sui conti del trimestre terminato a fine marzo: il fatturato è cresciuto in tutti i settori, spiega Marchionne. Talmente bene che è possibile una revisione in meglio dell’obiettivo di indebitamento a fine anno.
Comunque l’ad del gruppo ha intenzione di restare ancora alla guida dell’auto, un addio annunciato cinque mesi fa e accolto con un certo disappunto dai mercati. «Lo avevo detto per dare un segnale che la crisi era finita», spiega Marchionne ai giornalisti. «Più guardo al futuro, più metto cautela sul momento in cui questo accadrà perché il mercato resta difficile. Il mio intervento è necessario ancora per un bel po’, non ho fissato alcuna data. Tuttavia continueremo a dare spazio ai giovani». Da Montezemolo incassa ancora una volta i complimenti: «Un gran merito va a Sergio Marchionne che ha messo insieme una squadra competente e motivata e che con capacità, dedizione e con grande rapidità ha saputo guidare queste persone verso gli obiettivi fissati», sottolinea il presidente durante l’assemblea.
Rcs è strategica
Agli azionisti chiamati anche ad approvare il dividendo - incasseranno in totale 275,6 milioni di euro, 0,93 euro per le risparmio, 0,31 per le privilegio e 0,155 per le ordinarie - Marchionne conferma gli obiettivi finanziari, utile della gestione ordinaria di gruppo a 2,5-2,7 miliardi di euro utile netto tra 1,6 e 1,8 miliardi. E spiega che la partecipazione in Rcs, il gruppo che edita il «Corriere della Sera», è strategica. Per Ferrari, invece, quotazione esclusa.
Da La Stampa.it
