"Terrorismo e disprezzo della vita
Sono le ferite del mondo"

Il messaggio pasquale di Benedetto XVI davanti a oltre centomila fedeli
"Nulla di positivo dall'Iraq, Darfur crisi dimenticata".

ROMA, 8 aprile 2007. - "Nulla di positivo viene dall'Iraq". E' un appello sulle sofferenze e le molte "ferite" del mondo quello che viene dal messaggio di Pasqua del Pontefice da piazza San Pietro, che ricorda anche il "sottovalutato dramma del Darfur" e l'Afghanistan, segnato "da crescente inquietudine e instabilità".

Sono ferite che mettono a dura prova la fede, dice il Papa, specialmente quando colpiscono gli innocenti, i bambini. Ma l'incredulità di chi si sente deluso da Dio può essere la via che porta ad una fede più autentica, ha detto Benedetto XVI nel suo messaggio pasquale. "Ciascuno di noi - ha affermato - può essere tentato dall'incredulità di Tommaso. In San Tommaso che volle toccare le piaghe di Gesù perché non credeva alla risurrezione, dunque, "possiamo riscontrare i dubbi e le incertezze di tanti cristiani di oggi, le paure e le delusioni di innumerevoli nostri contemporanei. Con lui possiamo riscoprire con convinzione rinnovata la fede in Cristo morto e risorto per noi".

I conflitti nel mondo. Parlando davanti ad oltre centomila fedeli a Piazza San Pietro Benedetto XVI ha ricordato le zone di crisi del mondo, bisognose di pace. "Di riconciliazione e di pace ha bisogno la popolazione di Timor Est, che si appresta a vivere importanti scadenze elettorali. Di pace - ha aggiunto - hanno bisogno anche lo Sri Lanka, dove solo una soluzione negoziata porrà fine al dramma del conflitto che lo insanguina. E poi l'Africa, con i suoi drammi dimenticati, e l'Iraq da cui "nulla di positivo purtroppo viene": un paese "insanguinato da continue stragi, mentre fuggono le popolazioni civili".

E se in Medio Oriente Benedetto XVI vede con soddisfazione "segni di speranza nel dialogo fra Israele e l'Autorità palestinese", in Libano "lo stallo delle istituzioni politiche minaccia il ruolo che il Paese è chiamato a svolgere nell'area mediorientale e ne ipoteca gravemente il futuro".

Terrorismo, disprezzo della vita e calamità naturali. Tra le "tante ferite" del mondo il Papa denuncia il "terrorismo e i sequestri di persona", i "mille volti della violenza, talvolta giustificata in nome della religione", il "disprezzo della vita", la "violazione dei diritti umani", lo "sfruttamento della persona", oltre che il "flagello della fame e le malattie incurabili". E ha ricordato in particolare "le calamità naturali che provocano innumerevoli vittime e ingenti danni" materiali. "Penso" ha detto "a quanto è avvenuto di recente in Madagascar, nelle Isole Salomone, in America Latina e in altre regioni del mondo".

Un messaggio a 360 gradi, pronunciato alle 12 dalla Loggia della Basilica Vaticana dopo la messa di Pasqua, davanti ai moltissimi fedeli arrivati sin dalla mattina a Piazza San Pietro. Le parole del messaggio pasquale di Benedetto XVI sono state rilanciate in diretta da cento televisioni di 67 paesi del mondo; il Pontefice ha rivolto i suoi auguri di pasqua in 62 lingue, compreso il cinese, l'arabo, l'ebraico, l'aramaico (la lingua in cui parlava Gesù), l'esperanto e il latino. Non ha però fatto cenno diretto alle esecuzioni capitali, deludendo i manifestanti della marcia contro la pena di morte, partita questa mattina dal Campidoglio e conclusasi proprio in Piazza San Pietro.

 

Da Repubblica.it