Il poeta ritrova il contadino
Cochi e Renato tornano in tv

Si ricompone una delle coppie più rimpiante del piccolo schermo.

9 gennaio 2007. - Era l'11 novembre del 1973, un sabato, e su quello che allora si chiamava secondo programma, oggi RaiDue, andava in onda la prima puntata di Il poeta e il contadino, lo show che avrebbe segnato il debutto del cabaret in tv e consacrato una delle coppie meno longeve e più rimpiante del piccolo schermo, Cochi e Renato. Dopo trentaquattro anni, in prima serata e sempre sul "secondo programma" la coppia si ricompone (dopo alcune episodiche, precedenti apparizioni) con Stiamo lavorando per noi, nuovo show che da domani farà la gioia di una generazione che non ha dimenticato la Canzone intelligente, il contadino della Val Brembana, il poeta, il sidecar, il maestro di "bene, bravo, sette più", l'intuizione che la gallina non è un animale intelligente (lo si capisce da come guarda la gente) e autori che oggi la tv se li sogna, Guido Clericetti, Ludovico Peregrini (il "Signor No" di Mike Bongiorno) Enzo Jannacci, talvolta pure Beppe Viola, oltre agli stessi Ponzoni e Pozzetto.

Stiamo lavorando per noi è diretto da Paolo Beldì, quattro appuntamenti con cabaret, musica (anche alcune delle canzoni cult del duo) e ospiti. Nella prima puntata, Massimo Boldi, Max Giusti e Simona Ventura. In seguito - fra gli altri - Renzo Arbore, Arturo Brachetti, Lino Toffolo, Maurizio Crozza. Una festa dell'arte ambientata in una piazza di paese, con i negozi e la strada principale e il via-vai di facce, dal vigile (Sergio Sgrilli), al fruttivendolo (Bebo Storti), dal portinaio (Maurizio Milani) al panettiere (Stefano Chiodaroli) alla signorina Giulia (Alessandra Faiella) che fa il mestiere più antico del mondo. Ospite fisso, Enzo Jannacci. L'idea del programma è di Cochi e Renato che lo firmano con Roberto Avvignano, Dario Baudini, Lucio Martignoni, Sergio Pezzolla e Marco Posani.

"Un programma comico non volgare - spiegano i due - adatto a tutte le famiglie. In quanto agli ascolti siamo fiduciosi, durante gli spettacoli i ragazzini ci chiedono le canzoni che piacevano ai loro genitori, e questo è un buon punto di partenza per il programma, dovrebbe piacere davvero a tutti". Fonte d'ispirazione privilegiata resta la città di Milano. Tanto che "una delle canzoni nuove è dedicata all'aeroporto di Malpensa, e alle storie che accoglie tutti i giorni".

La genesi del duo - che si sciolse nel 1975 - affonda le proprie radici nel 1964, con il debutto al Derby di Milano. Al grande successo di cabaret, dovuto a uno stile semplice ma originale e poetico, surreale e stralunato, segue quello televisivo, con Quelli della domenica (1968), Canzonissima (1974), poi Il poeta e il contadino (l'incontro che non doveva avvenire). Risale alla stessa fase la collaborazione con Jannacci, fino al debutto di Pozzetto al cinema, alla metà degli anni Settanta (Per amare Ofelia), una lunga carriera - una sessantina di film - interrotta, per scelta, nel 1996.

Rispetto a Pozzetto, Ponzoni si è dedicato meno al cinema e più al teatro. In tv c'è tornato nel 1976 con Cuore di cane diretto da Alberto Lattuada; nel 1992, con il varietà Su la testa! insieme a Paolo Rossi e poi nel 1999 con lo sceneggiato Nebbia in Val Padana, con Pozzetto. Poi i due, insieme, sono stati le guest star dell'edizione 2004 di Zelig Circus.

 

Da Repubblica.it