ROMA, 9 febbraio 2007. - Dopo una giornata di febbrili consultazioni, il governo riesce a trovare l’intesa e a dare il via libera al ddl sulle unioni civili. Anzi, si chiamano "Dico", sono cioè "Diritti e doveri dei conviventi". Il Cdm straordinario, convocato nel pomeriggio e durato un’ora circa, ha approvato il testo all’unanimità. Anche perchè era assente l’unico che avrebbe potuto votare contro o astenersi, Clemente Mastella. Il Guardasigilli, che fino a stamattina aveva ribadito il suo No, spiega con una nota il motivo della sua assenza al Cdm: «Nonostante abbia registrato timidi progressi nelle successive versioni del provvedimento rimane un impianto su cui è netto il mio dissenso, per la ricerca evidente di forme e tutele, comunque imitative di quelle del matrimonio. Per questi motivi, che nulla hanno a che vedere con il mio sostegno e la mia fiducia al Governo, ho deciso di non partecipare al Consiglio dei Ministri convocato per approvare il provvedimento sulle unioni di fatto».
Il ministro per le Riforme, Vannino Chiti, dice che si tratta di «un ddl equilibrato, un punto di incontro» ed esclude che in Parlamento possa essere posta la fiducia: «Siamo aperti al confronto in Parlamento con la maggioranza e con l’opposizione.
Sul ddl per i diritti ed i doveri delle persone stabilmente conviventi non sarà posta la fiducia». Per Francesco Rutelli si tratta di una «scelta di equilibrio e di saggezza» e spiega che non si dà vita a un matrimonio di serie B. Il ddl riguarda anche le coppie omosessuali.
LE NOVITA' DEI DICO
Sono diverse le novità che i Dico introducono nell’ordinamento italiano, molte delle quali anticipate da Rosi Bindi e Barbara Pollastrini. Per ammissione delle stesse ministre, il testo è stato limato fino all’ultimo minuto. I Dico regolamentano le convivenze omosessuali e eterossessuali, prevedendo dei diritti ’ex novò, senza introdurre nuovi istituti giuridici o strumenti amministrativi che ledono i diritti della famiglia o prefigurino realtà «paramatrimoniali».
A parte la dichiarazione ’contestualè di convivenza, anticipata già nel pomeriggio, tra le novità ci sono i diritti riconosciuti dai Dico: assistenza in caso di malattia e ricovero, decisioni in materia di cure, salute e in caso di morte, permesso di soggiorno, assegnazione alloggiativa nell’edilizia pubblica, riduzione dell’imposizione fiscale in caso di successione testamentaria, successione e locazione, agevolazioni nel trattamento pensionistico. Ma i Dico prevedono anche doveri, come quello della tutale del convivente più debole nel caso di interruzione dopo tre anni della relazione.
La legge vale per i conviventi legati da rapporti affettivi, ma anche da rapporti di parentela. La Bindi ha fatto l’esempio di un nipote cha assiste una vecchia zia. Il Ddl, ovviamente, riguarda le persone maggiorenni e capaci, e i diritti introdotti non sostituiscono quelli già esistenti. Le disposizioni sulle convivenze more uxorio, quindi, restano valide.
Per quel che riguarda le pensioni, come anticipato, non si parla di un diritto alla reversibilità. Il Ddl impegna invece il legislatore a varare una nuova norma nell’ambito dell’annunciata riforma delle pensioni. Come ha spiegato il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, i diritti che non hanno un contenuto economico-patrimoniale (come ad esempio l’assistenza ospedaliera o le visite in carcere) possono essere concessi fin da subito. Per quelli che invece hanno requisiti economici (come la successione legittima, agevolazioni in materia di lavoro, la possibilità di subentro nel contratto di locazione in caso di morte o di cessazione della convivenza) ci sarà bisogno di un certo numero di anni (tre o nove) di convivenza per maturarli.
La legge non disciplina la poligamia, perchè parla esplicitamente di «due persone» come parti essenziali di una convivenza di fatto. Del Ddl non possono usufruire le persone che convivono per motivi lavorativi. «La perpetua -ha ironizzato Amato- rimane fuori dalla legge». Tutto quello che riguarda la legislazione sui figli, sui minori in generale e sulle adozioni, non viene toccata dalla legge.
È prevista, come ha spiegato il ministro Pollastrini, una «sorta di retroattività» per il riconoscimento delle convivenze che sono in essere da diversi anni e che vengono ’copertè dalla nuova normativa. Come? Chi convive potrà entro nove messi dall’entrata in vigore della legge dimostrare che la convivenza è iniziata prima. Sono previsti anche accertamenti sull’effettiva convivenza e sanzioni in caso di dichiarazione di convivenza mendace.
Da La Stampa.it
