L’ambasciata lavora per chiarire la vicenda della morte di Renda
Il Ministro D'Alema "profondamente colpito dalla drammatica vicenda".

ROMA, 9 marzo 2007. - L’Ambasciata d’Italia a Città del Messico si è attivata, come richiesto nei giorni scorsi dal Ministro Massimo D’Alema, presso le autorità messicane, alle quali è stato richiesta ogni collaborazione per ricostruire con esattezza la vicenda di Simone Renda, il cittadino italiano deceduto il 1° marzo in Messico, che tuttora presenta molti aspetti da verificare.

Renda, 35 anni, giovane bancario leccese, stava trascorrendo un periodo di vacanza in Messico ed è morto nella cella del commissariato di Cancún, dove era stato rinchiuso per ubriachezza molesta (vedi aise del 6 marzo 2007 h.10.40).

In seguito alla sua morte i familiari e l’avvocato di Renda hanno accusato le autorità messicane di non dire tutta la verità sulla vicenda, manifestando il sospetto che alla base del decesso vi sia stata negligenza da parte della polizia. Per questo, hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta.

Non appena apppresa la notizia, il Ministro degli Affari Esteri D'Alema, oltre a dirsi "profondamente colpito dalla drammatica vicenda" ed esprimere la propria bvicinanza ai familiari, ha manifestato l'aspettativa che, anche alla luce dei primi elementi che è stato possibile acquisire, vengano pienamente chiarite tutte le circostanze del grave episodio, in particolare sulle condizioni di salute nelle quali si trovava Renda al momento in cui è stato tratto in arresto ed alla relativa necessità di un'adeguata assistenza medica.

 

(aise)