15 marzo 2007. - Così come era stato annunciato dal Presidente venezuelano Hugo Chávez, nello scorso mese di febbraio si è deliberato di ridurre l'IVA di tre punti percentuali: a decorrere dal 1º marzo essa è fissata all'11%, mentre dal 1º luglio prossimo scenderà al 9%. È stata disposta inoltre una riforma monetaria che prevede, a partire dal primo gennaio del 2008, una nuova denominazione della moneta nazionale, che circolerà come "Bolívar forte", e che prevede che agli attuali 1000 bolívares corrisponderà 1 Bolívar forte.
"Sono misure per calmierare i prezzi contro l'inflazione", spiega Massimiliano Tremiterra, Direttore dell'Ufficio ICE di Caracas. "In precedenza il Governo era ricorso a misure non molto felici, come imporre i prezzi ad alcuni prodotti di prima necessità, che hanno avuto come effetto la sparizione di alcuni beni. Si spera che queste nuove misure diano frutti migliori".
L'inflazione, in effetti, è uno dei problemi più gravi del Venezuela. Secondo il rapporto annuale dell'ICE, l'economia venezuelana conclude il 2006 approfittando ancora del boom dei prezzi del petrolio che, sui mercati internazionali, ha fatto registrare un livello medio pari a 56,4$/Bar., quasi il doppio rispetto a quello del 2002. Tale situazione si è riflessa nell'eccellente risultato raggiunto dal settore esterno che presenta un surplus commerciale e dei conti correnti rispettivamente del 22% e 16,3% del PIL, nonostante l'incremento delle importazioni che si sono attestate sui US$ 31.344 milioni di USD. L'evoluzione del settore petrolifero ha permesso l'adozione di una politica fiscale fortemente espansiva che ha portato ad una crescita della spesa pubblica, che a sua volta ha spinto la domanda aggregata interna, superiore di quasi il doppio rispetto alla crescita della produzione nazionale di beni e servizi. Questo eccesso di domanda è stato finora coperto dalle importazioni. Tuttavia tale situazione sarà sostenibile solo fintanto che i prezzi del petrolio mantengano gli alti livelli osservati recentemente.
Durante il 2006 il prodotto interno lordo venezuelano a prezzi costanti ha fatto registrare un incremento del 10,3 % rispetto all'anno passato. Si tratta di una crescita del PIL che si realizza per il dodicesimo trimestre consecutivo ed è sostenuta da un incremento del 11,4% dell'attività non petrolifera, mentre quella petrolifera risulta praticamente invariata (-0,3%). Tra le attività non petrolifere risultano in crescita le attività finanziarie e assicurative (37%), le costruzioni (29,5%) e le telecomunicazioni (23,5%). Questo dinamismo rispecchia la maggior domanda di consumo e di investimenti, vincolata, in parte, all'incremento della domanda di credito, sostenuta dalla diminuzione dei tassi di interesse. L'inflazione (misurata sulla variazione dell'indice dei prezzi al consumo dell'area metropolitana di Caracas) accumulata durante l'anno si colloca sul 17%, superiore del 3,5% rispetto all'anno passato. La causa principale di questo aumento dell'inflazione (la maggiore tra i Paesi del Sud America) è l'aumento della spesa pubblica, con un effetto immediato di espansione monetaria e di un incremento della domanda di beni e servizi, non soddisfatto in maniera sufficiente dalla produzione locale e dalle importazioni.
"Come effetto immediato", continua Tremiterra, "il calo dell'inflazione favorisce i consumi delle classi meno agiate, soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari. Come effetto di riflesso, un'inflazione minore è un buon risultato per dare stabilità all'economia e quindi produrrà benefici anche per i Paesi fornitori. Del resto le relazioni commerciali tra Venezuela e Italia sono molto buone: nel 2006 si è vista una crescita del 35% delle importazioni italiane. Molte aziende italiane stanno operando nel settore delle opere infrastrutturali e l'Italia è un ottimo fornitore di macchinari industriali, una condizione ideale poiché numerose imprese locali hanno necessità di rinnovare il parco macchine".
"I risultati delle recenti riforme fiscali si inizieranno a vedere tra un paio di mesi", commenta Domenico Marra, responsabile dei servizi commerciali della Camara de Comercio Venezolano-Italiana, "quando i prezzi inizieranno a scendere, secondo le previsioni. Questo avrà sicuramente un riflesso positivo anche nelle importazioni. Per quanto ci risulta, comunque, la presenza italiana in Venezuela è ben radicata, soprattutto nei settori delle confezioni e delle infrastrutture. Un neo è rappresentato dal fatto che le aziende venezuelane, se devono importare macchinari dall'estero, sono costrette a fare richiesta al Cadivi, il ministero che gestisce le valute, con un processo lungo che può richiedere anche un mese di tempo".
Da News ITALIA PRESS
