Nuove Br, indagati
anche venti sindacalisti
Le abitazioni dei sospetti, tutti iscritti alla Fiom Cgil, sono state perquisite
Vertice dei tre leader dei confederali per fare il punto sull'emergenza

MILANO, 16 febbraio 2007. - Una ventina di sindacalisti e iscritti alla Fiom-Cgil dell'area milanese risulta indagata nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulle nuove Brigate Rosse. La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, è stata confermata da fonti giudiziarie, specificando che nei giorni scorsi i sospetti sono stati oggetti di perquisizioni. I controlli, complessivamente, hanno riguardato una settantina di persone, ma non tutte risultano iscritte nel registro degli indagati.

La preponderanza di affiliati al sindacato nelle leve del nuovo brigatismo sarà oggi al centro di un vertice tra i leader di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. I tre faranno il punto sulla lotta al terrorismo e studieranno le iniziative sindacali e la mobilitazione nelle fabbriche, da far seguire alla prima manifestazione che si terrà il 26 a Padova, per affrontare la nuova emergenza.

I confederali non sembrano però avere posizioni coincidenti su come affrontare la questione. Se Angeletti dice infatti di condividere le parole con cui Prodi ha invitato i sindacati a prestare una maggiore vigilanza, Bonanni definisce invece "sgradevole" l'intervento del premier. "Le parole di Prodi - spiega il leader della Cisl - mi hanno sorpreso e dato un senso di sgradevolezza: dobbiamo tutti abbassare i toni e fare silenzio e non puntare il dito. Questo riguarda anche lui, anzi più lui che gli altri per la responsabilità che ha".

Opposta la reazione del segretario della Uil. "Mi sembrano quelle di Prodi parole che non si possono che condividere", osserva Angeletti. "Siamo rimasti sorpresi - continua - dall'intensità e vastità della presenza del fenomeno terrorismo ed è quindi evidente che non siamo stati non dico vigili, ma che non siamo riusciti a capire che cosa stava succedendo nel Paese".

Ma le parole più forti sono quelle del segretario della Cgil Guglielmo Epifani: "Sul terreno della lotta al terrorismo il sindacato non può ricevere lezioni da nessuno. Per quanto ci riguarda, saremo inflessibili e sapremo separare le mele marce, isolarle e cacciarle. Questo paese non si merita il terrorismo".

 

Da Repubblica.it