Concluso il tour di Bush
in America Latina
Ecco le impressioni comuni.

16 marzo 2007. - Il Presidente americano George Bush ha concluso il suo tour in America Latina, con la visita in Messico, dopo aver toccato varie tappe, in Colombia, Guatemala, Uruguay e Brasile. Un viaggio che non ha mancato di suscitare polemiche e manifestazioni contro il Presidente di un Paese la cui politica estera ha creato molti nemici anche nell'America Latina.

Pablo Lampariello, giornalista del quotidiano di Montevideo "Diario Ultimas Noticias ", nato in Uruguay ma di origini italiane, ci delinea quelle che sono state le impressioni comuni lasciate dalla visita del Presidente Bush nello Stato Sud Americano. "La gente qui in Uruguay ha visto con occhio favorevole la visita del Presidente Bush, e non ci sono stati problemi di sorta – spiega in un ottimo italiano - Gli unici inconvenienti sono stati dettati dalla presenza di alcuni gruppi di contestatori venuti dall'Argentina, che hanno manifestato, alcuni pacificamente, come il gruppo dei rappresentanti dei lavoratori, altri meno pacificamente come il gruppo dei radicali, composti da italiani e argentini che hanno spaccato vetrine e incendiato negozi". Scene purtroppo tristemente note anche in Italia, e che accompagnano abbastanza prevedibilmente eventi come la visita di un capo di Stato di un Paese amato ed odiato come gli Stati Uniti.

Ma al di là delle contestazioni quali sono i principali obiettivi e risultati portati da questa visita del primo cittadino americano? "Si tratta essenzialmente di una visita che ha un forte sapore politico – spiega Lampariello – Il Presidente Bush ha annunciato la sua intenzione di rafforzare la cooperazione tra Stati Uniti ed Uruguay. È vero che non è stato firmato niente ma nelle intenzioni gli accordi soprattutto economici tra i due Paesi sono davvero promettenti". "Per l'Uruguay questi sarebbero accordi molto importanti, in questo momento di congiuntura economica, una rafforzata cooperazione con gli Usa non può essere vista altro che in chiave positiva", fa notare il giornalista italico. I settori chiave nei quali una maggiore cooperazione con il potente vicino potrebbe aiutare non poco sono quelli dell'"esportazione della carne ovina", in particolar modo.

Un forte segnale politico dunque, quello che giunge da Bush; fino a questo momento Usa ed Uruguay non sono stati particolarmente vicini, ma adesso si può "pensare ad una nuova era di rapporti. Il Presidente uruguayano Vàzquez, proviene da un partito di sinistra dove ci sono dei gruppi più o meno radicali, e alcuni non si erano dimostrati molto d'accordo con questa visita di Bush, ma io penso che in generale questo sia stato un fatto positivo, credo davvero che da questo possano nascere dei risultati importanti". I risultati in questione sono quelli che possono dare un seguito concreto alla "riunione di lunedì scorso tra esponenti americani e uruguayano del Ministero dell'Agricoltura per parlare di questi temi – prosegue Lampariello – e si profila una possibilità di seguire un percorso preferenziale per quanto riguarda l'Uruguay nel sistema di cooperazione economica con gli Usa". Certo si tratta di passi che necessitano prima del raggiungimento di una "solida base politica, ma comunque Bush ha assicurato che andrà avanti in questa strada alla velocità che gli sarà consentita dall'Uruguay", conclude il giornalista del "Diario". Un buon segnale dunque per un Paese che vuole a tutti i costi intraprendere una decisa ascesa economica e sociale.

 

Da News ITALIA PRESS