IBIZA, 20 febbraio 2007. - E' sempre la politica estera a far fibrillare il Governo. E mentre Romano Prodi si dice certo che " la crisi afgana ha bisogno di uno sbocco politico e non solo militare", il ministro degli esteri Massimo D'Alema, in vista del dibattito al Senato che si terrà domani, taglia corto e avverte la coalizione di governo: "Se non avremo la maggioranza il Governo andrà a casa. E' un principio costituzionale". E sulla base Usa di Vicenza spiega: "Non c'è nessuna trattativa, ma abbiamo chiesto all'America di valutare l'impatto ambientale e urbanistico".
La tensione, dunque, resta alta. Anche se il capogruppo diessino al Senato Anna Finocchiaro, a chi gli chiede una previsione sul voto, concede un sorriso che rivela più di mille parole. Di sicuro il nodo della base di Vicenza è tutt'altro che sciolto. E Manuela Palermi, capogruppo dei Verdi-Pdci, chiede: "D'Alema non deve parlare di Vicenza. Ne ha già parlato Parisi, ci siamo divisi e ora il governo deve risolvere la questione". Tesi che Anna Finocchiario sembra sposare: "Vicenza è stata trattata in una giornata di dibattito e conclusa con un voto".
Ma la Cdl insiste: "Mi auguro che domani, nella sua relazione, il ministro non derubrichi la questione della base di Vicenza ad un aspetto urbanistico o paesaggistico perché sarebbe ridicolo. Prenderebbe in giro il Senato, il Parlamento e gli italiani" dice il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini.
Nel frattempo Prodi, a Ibiza, nella conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero al termine del vertice italo-spagnolo, delinea la politica estera del nostro Paese: "Siamo fianco a fianco sul tema dell'Afghanistan - ha ribadito ancora Prodi, riferendosi a Zapatero - entrambi decisi a stessa identica politica: manteniamo le truppe che abbiamo e il territorio di responsabilità che abbiamo". Con in testa un preciso obiettivo: la conferenza a Roma sullo stato di diritto che "rappresenterà un momento per preparare una conferenza di pace nel futuro" sull'Afghanistan.
Da Repubblica.it
