GERUSALEMME, 19 febbraio 2007. - Malgrado le premesse tutt'altro che incoraggianti, qualche elemento positivo è emerso dal vertice a tre di oggi a Gerusalemme tra Condoleezza Rice, Ehud Olmert e Mahmoud Abbas alias Abu Mazen. Secondo quanto annunciato dal segretario di Stato americano, sia il premier israeliano sia il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese si sono trovati concordi sulla soluzione di due Stati, indipendenti, sovrani e in grado di convivere pacificamente l'uno accanto all'altro, per risolvere il pluridecennale conflitto in Medio Oriente. Tutte le parti, ha aggiunto Rice, hanno rinnovato il proprio impegno in tale direzione e il premier israeliano e il presidente palestinese torneranno ad incontrarsi presto.
Il vertice era nato da premesse fragili, con una situazione già esplosiva resa ulteriormente complicata dalla questione del costituendo governo palestinese di unità nazionale, che sarà guidato ancora dai radicali di Hamas, i quali insistono nel non voler riconoscere Israele.
Tutte le difficoltà erano già state confermate nei colloqui avuti separatamente ieri dal segretario di Stato americano Rice con il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen, a Ramallah, e nella Città Santa con il premier dello Stato ebraico, Olmert. Rice ha tenuto a definire la riunione una "discussione informale", così da far capire una volta per tutte che non c'era molto da aspettarsi, tanto meno veri e propri negoziati di pace.
In un'intervista al quotidiano israeliano Haaretz, il segretario di Stato americano Rice ha detto, alla vigilia dei colloqui, che avrebbe considerato un successo del vertice già il fatto di "iniziare il dialogo" su un "orizzonte politico" per un futuro processo di pace.
Da Repubblica.it
