20 dicembre 2006. - Massimo dei voti, «lode» e perfino premi in denaro, per i più bravi. Linea dura invece contro i somari, che non potranno neppure essere ammessi all’esame. Commissioni esaminatrici miste, con metà membri interni e metà (più presidente) esterni.
Sono le novità di maggiore impatto del nuovo esame di maturità, varato ieri dalla Camera, in via definitiva (275 sì, 220 no) e la cui filosofia è quella della severità e dell’affidabilità: «Abbiamo restituito alla scuola un esame di Stato credibile di fronte all’Università e al mondo del lavoro», ha commentato Beppe Fioroni, ministro della pubblica Istruzione, che con la votazione serale alla Camera ha chiuso una giornata campale, iniziata parlando dei presepi nelle scuole, proseguita con un intervento sul bullismo e i videogames violenti, e gravata anche da una circolare di 42 cartelle sui provvedimenti disciplinari a carico del personale della scuola.
La riforma dell’esame di maturità è uno dei primi provvedimenti avviati da Fioroni come ministro: fu presentato il 4 agosto, passò in Senato il 16 novembre, poi di Corsa alla Camera. Entrerà in vigore a giugno, dopo che saranno assolti gli adempimenti amministrativo del caso. Il provvedimento riguarda direttamente quasi mezzo milione di studenti.
Ammissione
All’esame non si va più automaticamente alla fine del quinto anno, ma occorre superare uno scrutinio di ammissione, come un tempo. Inoltre bisogna aver sanato i debiti formativi degli ultimi tre anni (questa norma entrerà a regime nel 2009). Norme restrittive riguardano anche i privatisti.
Commissioni
Non più un esame fatto in casa con commissari tutti interni e un presidente per scuola, ma nuclei di esaminatori composti da sei membri, metà interni e metà esterni, più un presidente esterno che non potrà avere più di due classi.
Le prove
Restano tre quelle scritte. La prima è il compito d’italiano, secondo le varie tipologie ormai consolidate (saggio, articolo di giornale, letterario, eccetera). Novità per la seconda prova che, specie negli istituti tecnici e professionali, dovrebbe essere «laboratoriale». Quanto alla terza prova «pluridisciplinare», sarà affidata all’«autonomia didattica», in pratica verrà decisa dalle singole scuole e non più dall’Invalsi (l’istituto nazionale di valutazione) che però dovrà dare delle «indicazioni nazionali».
Valutazione
Un forte credito verrà assegnato a chi è andato bene negli ultimi tre anni (e molto discredito, per contro, a chi è andato male). Più contenuto, di conseguenza, il peso delle prove d’esame in senso stretto. Esempio: il credito degli anni precedenti passa da 20 a 25, il peso della prova orale scende da 35 a 30. Abolito, infine, il bonus a discrezione della commissione.
Voto
Sarà espresso in centesimi, ma la novità è che sarà possibile accordare la «lode» e i migliori potranno fregiarsi di un «cento e lode». Premio. Sono a disposizione 5 milioni di euro per premiare con una borsa di studio i più bravi. Ma gli studenti che prendono il massimo dei voti sono tra i 40 e i 50 mila l’anno, e c’è il rischio di dover dare cento euro l’uno.
Ispezioni
Per mettere fine alle fughe di notizie e tranquillizzare tutti sulle regolarità delle prove d’esame, vengono istituite task force ispettive per monitorare lo svolgimento delle prove. Non più - quindi - traduzioni di latino trasmesse clandestinamente su Umts nascosti nei pantaloni?
Da La Stampa.it
